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ARITMIE.
Nozioni. Una cellula cardiaca presenta una differenza di potenziale di
membrana tra l'interno che è elettronegativo e l'esterno positivo. Esiste dunque
un potenziale transmembrana che, tuttavia, nel corso del ciclo cardiaco subisce
una modificazione nel senso che alcuni sistemi di pompa degli ioni (sodio,
potassio, calcio e cloro) consentono la migrazione degli stessi e, di
conseguenza, causano un cambiamento nella polarizzazione di membrana. In
particolare durante la depolarizzazione di membrana esce potassio ed entra
sodio, sicchè l'ambiente interno della cellula diventa positivo e ciò viene a
costituire il cosidetto potenziale d'azione. Esso è espressione del
trasferimento di ioni attraverso la pompa Na-K ATP asi. Alcune cellule,
tuttavia, sono in grado di depolarizzarsi automaticamente, a differenza delle
cellule del miocardio comune, e sono dette "pacemaker". Il Nodo del seno
(NS) è costituito da tali cellule e poichè è dotato del più veloce
automatismo comanda l'attività cardiaca, innescando i potenziali d'azione nel
miocardio comune.Quindi attraverso uno scambio sodio-calcio, avviene la
contrazione delle fibrocellule muscolari (da qui l'impiego di calcio-antagonisti
in terapia). Esistono altre strutture che come il nodo del seno sono dotate di
attività automatica: fra queste il Nodo atrioventricolare (NAV), che è
però dotato di un automatismo più lento, per cui può intervenire quale pacemaker
solamente quando gli altri segnapassi sono per cosiì dire "spenti". Il periodo
refrattario è, invece, un intervallo minimo tra due potenziali d'azione, durante
il quale il miocardio comune non riesce ad essere stimolato. Il NAV ha un
periodo refrattario, perciò, più lungo, dato che la frequenza dei suoi
potenziali d'azione è più breve, ma questa suo funzione fisiologica è
importante, come vedremo, nelle tachiaritmie sopraventricolari dove un ritmo
eccessivo delle camere ventricolari, causando uno scarsa attività di pompa,
causerebbe la morte per collasso cardiocircolatorio
Aritmogenesi.
Il
ritmo è normale o sinusale quando il segnapassi NS genera in maniera fisiologica
i suoi potenziali d'azione, facendo da pacemaker principale e depolarizzando i
segnapassi più distali; la sua frequenza è in questo caso tra 60-100 b/m;
l'aritmia si può definire una alterazione del normale automatismo e/o della
normale conduzione dell'attività elettrica agli altri segnapassi. Può accadere
che, aseguito di patologie del miocardio, si determini la scarica di altre
cellule del miocardio e si avrà perciò un "abnorme automatismo" o
sollecitazioni funzionali particolari che esaltino o deprimano l'attività del
miocardio specifico, determinando "anormale automatismo". Lo stesso
accade quando miocarditi, miocardiosclerosi, intossicazioni da farmaci, ipossia
determinano sollecitazioni tali da raggiungere un potenziale soglia che possa
scatenare il potenziale d'azione e si avrà, in tal caso, " l'attività
innescata". Se invece delle condizioni funzionali o organiche ostacolano e
bloccano la conduzione degli impulsi elettrici al miocardio, si avrà "anormalità
della conduzione". A tal proposito se un impulso non viene condotto in modo
uniforme, perché incontra del tessuto che ne rallenta la progressione
anterograda, una volta che lo stesso sia uscito dal periodo refrattario, lo
stesso impulso può tornare indietro danno origine al fenomeno del "rientro".
Se viceversa prende delle vie accessorie più veloci, es. fascio di Kent, avremo
la "preeccitazione".
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