In esso va distinta l’etichetta radioattiva che
permette la visualizzazione dall’esterno
(Radioisotopo, radionuclide) dal composto
(molecola, farmaco, cellula, etc.) che
rappresenta il vettore che determina la
distribuzione in vivo e definisce il tipo di
esame. Ricordiamo che isotopo non
significa radioattivo, ma appartenente alla
stessa casella nella tavola di Mendeleiev. In
altre parole, sono isotopi nuclidi che hanno lo
stesso numero atomico (protoni ed elettroni) ,
ma diverso peso (diverso numero di neutroni).
Gli isotopi di uno stesso elemento hanno lo
stesso comportamento biologico e quindi i
radioisotopi dello iodio, ad es., si concentrano
negli stessi organi e secondo gli stessi
meccanismi dello iodio stabile. Allo stesso modo
marcando con un radionuclide una cellula o una
molecola questa avrà, iniettata nell’uomo, la
stessa distribuzione della corrispondente
molecola o cellula normalmente presente
nell’organismo.
Tracciante.
Traccia il comportamento della stessa
molecola/cellula non marcata avendo la stessa
distribuzione e seguendo gli stessi meccanismi
di concentrazione. Possono essere distinti, a
seconda del meccanismo di concentrazione, in
traccianti di perfusione (che analizzano il
flusso ematico), vascolari (che forniscono
informazioni sul pool ematico), metabolici,
recettoriali, etc.
Indicatore:
definisce le modalità di concentrazione. Possono
essere distinti in: 1) Indicatori Negativi:
si concentrano maggiormente nel tessuto sano,
utilizzando meccanismi tipici delle cellule
parenchimali dell’organo (es. cellule tiroidee e
capacità iodocaptante, cellule
reticoloendoteliali e capacità colloidopessica).
Il dato patologico sarà espresso tipicamente da
una riduzione di concentrazione globale o focale
(area ipocaptante o “fredda”). E’ importante
notare che il termine freddo non significa
“maligno”. Un nodulo tiroideo freddo, ad es.,
può essere dovuto ad una cisti e non
necessariamente ad un tumore. 2) Indicatori
Positivi: si concentrano secondo meccanismi,
in genere non tipici, alterati nel territorio
patologico. Quelli che hanno un accumulo
preferenziale nel tessuto neoplastico possono
anche essere chiamati oncotropi. Il dato
patologico è individuato da un’area di
captazione o di ipercaptazione. Anche in questo
caso ipercaptante non vuol dire maligno. Ad es.,
nella scintigrafia ossea un’area di
ipercaptazione può essere dovuta ad una
metastasi, ma anche ad un’osteomielite o ad una
frattura.
Risoluzione
spaziale.
E’ definita dal potere discriminativo delle
apparecchiature. E’ il parametro che individua
la capacità di vedere la più piccola lesione ed
ha valore soprattutto quando si utilizzano
indicatori negativi. E’ in genere minore
rispetto a quella posseduta da altre metodiche
di imaging, essendo in grado anche essa di
raggiungere valori di pochissimi millimetri con
la PET (o le SPET di ultima generazione). Va
detto, peraltro, che anche nei casi in cui
potere di risoluzione sia minore rispetto a
quello di metodiche alternative, l’esame
permette una buona accuratezza diagnostica, con
un possibile valore diagnostico originale o
aggiunto quando esiste necessità di una
caratterizzazione funzionale (come nella
patologia nodulare tiroidea), di definire la
quota parenchimale funzionale presente a livello
di un organo, è necessario definire la
ripartizione quantitativa di una funzione (ad
es. quella renale), etc.. Occorre anche notare
che in alcuni casi , come nella diagnosi di
cicatrice renale post pielonefritica, la
sensibilità delle metodiche scintigrafiche con
indicatori negativi può essere maggiore rispetto
ad altre tecniche morfostrutturali ed in
particolare all’ecografia. La risoluzione
geometrica non è un problema determinante in
alcuni esami dove il dato patologico è definito
non sulla base della presenza di una lesione
focale, ma sulla valutazione globale di un
parametro funzionale. E’ questo il caso, ad es,
della scintigrafia renale sequenziale, dell’angiocardioscintigrafia
e di molti altri esami. Allo stesso modo
indicatori negativi possono fornire diagnosi
prima delle corrispettive metodiche
morfostrutturali nel caso vengano usati
traccianti che si concentrano secondo meccanismi
precoci di alterazione. Un esempio è quello dei
traccianti di perfusione: la scintigrafia
polmonare perfusionale permette la diagnosi di
embolia polmonare prima della Rx, la
scintigrafia cerebrale perfusionale diagnostica
l’ictus prima della TC, la scintigrafia
miocardica di perfusione definisce la presenza
di cardiopatia ischemica in un numero più alto
di pazienti rispetto all’ ecocardiografia. Va
anche evidenziato che nel caso occorra
incrementare un valore predittivo in un iter
diagnostico, le metodiche scintigrafiche
possono, in alcuni casi, fornire un valore
aggiunto maggiore rispetto a quello ottenibile
dalla somma delle informazioni ottenute sommando
due metodiche di imaging basate su simili
presupposti di densità, come l’ecografia e la
TC.
Risoluzione
biologica.
E’ definita dalle
modalità di concentrazione del radiocomposto e
dipende meno dall’apparecchiatura.
Se si utilizza un
indicatore positivo e si è in presenza di un
meccanismo di concentrazione che porta ad una
forte differenza di captazione rispetto al
tessuto sano si può avere precocità di diagnosi,
perché il dato patologico può essere evidente
anche mesi prima del configurarsi
dell’alterazione vista dalla corrispondente
metodica morfo-strutturale. E’ quello che
accade, ad es., con la scintigrafia ossea,
basata sulla precoce evidenziazione
dell’incremento di attività osteoblastica, che
può diagnosticare precocemente metastasi
scheletriche nei confronti dell’esame
radiografico. Per capire il vantaggio della
favorevole risoluzione biologica degli
indicatori positivi, si può pensare a come è sia
più facile vedere una formica di giorno su un
marmo bianco che un elefante di notte. Un altro
esempio è quello di un faro, immediatamente
individuabile di notte se è l’unica luce accesa,
che può non essere riconosciuto di giorno,
guardandolo dalla stessa distanza, perché
confuso tra i mille oggetti che si trovano
intorno.
Una diagnosi
precoce e quindi un’altra modalità favorevole di
risoluzione biologica (in questo caso usando
indicatori negativi) è, come visto prima, quella
che può essere ottenuta con i traccianti di
perfusione, che individuano immediatamente
l’ischemia o l’embolia come difetto di
concentrazione, anche in assenza di alterazioni
morfostrutturali. Ed ancora più
affascinante, come dimostrazione delle capacità
dell’imaging funzionale, è la possibilità di
evidenziare la cosiddetta diaschisi cerebellare.
Si tratta della capacità di mettere in evidenza,
ad es., a livello dell’emisfero cerebellare
controlaterale ad un tumore cerebrale, la
riduzione di flusso o metabolismo, in assenza di
modifiche strutturali, perché dall’area del
tumore partono meno stimoli che utilizzano il
fascio crociato cerebro-cerebellare. La
conseguenza sarà quella della riduzione
dell’attività funzionale dell’emisfero
cerebellare controlaterale e quindi una ridotta
concentrazione dei traccianti di perfusione o
metabolici utilizzati. E il collegamento della
concentrazione con la funzione appare evidente
anche in esempi di fisiologia. E’ possibile
infatti dimostrare con metodiche medico nucleari
aumento di flusso e metabolismo a livello della
scissura calcarina in un soggetto normale che
passa dalla condizione ad occhi chiusi a quella
ad occhi aperti. Tale condizione non determina
nessuna alterazione di parametri valutabili con
metodiche di studio morfostrutturale.
Il ruolo delle
metodiche medico nucleari può essere integrativo
rispetto a quello ottenuto con l’imaging
morfostrutturale grazie alla capacità di fornire
informazioni sulla caratterizzazione biologica
di una lesione definendo al suo livello
l’attività di malattia, l’attività metabolica,
la presenza di recettori, etc. Tale dato è
importante ed è utile come integrazione nella
definizione ulteriore di lesioni già
diagnosticate, siamo esse di piccole o grandi
dimensioni. Ad es., nella sarcoidosi polmonare,
rispetto ad un dato radiologico patologico che
rimane immodificato, l’accumulo del radiogallio
aggiunge l’informazione sulla presenza di una
fase attiva di malattia, creando quindi il
razionale per una terapia, che al contrario, in
assenza di concentrazione, non va eseguita. Una
situazione analoga è quella che si verifica
nella malattia di Crohn, utilizzando leucociti
marcati dove l’infiltrazione granulocitaria è un
segnale importante non per la diagnosi di
malattia , ma per valutarne l’estensione e il
grado di attività. Si creano così i presupposti,
utilissimi nel follow up, per ridurre al massimo
metodiche diagnostiche più traumatiche. Un altro
aspetto fondamentale della caratterizzazione
biologica e fisiopatologica è che essa permette
lo studio delle cause delle patologie endocrine
iperfunzionanti, caratterizzando anche la
presenza di autonomia funzionale (adenoma di
Plummer, adenoma cortisolo secernente,
aldosteronoma, etc.). Ancora, esiste spesso la
possibilità di ottenere informazioni
prognostiche, essendo la concentrazione di
alcuni radiocomposti legata alla
differenziazione cellulare, all’attività
metabolica, alla espressione di recettori, etc.
L’informazione prognostica si ottiene anche
correlando una scintigrafia perfusionale con una
metodica angiografica. Ad es., in presenza di
una stenosi coronarica, una scintigrafia
miocardica che mostra perfusione normale esprime
una prognosi favorevole perché indicativa della
presenza di un buon circolo collaterale. Nella
caratterizzazione fisiopatologica esistono poi
premesse di grande interesse per definire una
strategia terapeutica. Dimostrare la
concentrazione di octreotide (analogo della
somatostatina) marcato a livello di un adenoma
ipofisario GH secernente, crea i presupposti per
una razionale terapia che utilizzi analoghi
della somatostatina. La condizione ideale è
quella che lega tra loro diagnosi e terapia
medico nucleare. E’ quello che avviene nel
carcinoma tiroideo differenziato. L’evidenza in
fase diagnostica dell’accumulo di piccole
quantità di radioiodio nelle metastasi crea i
presupposti per un’efficace terapia utilizzando
lo stesso radioiodio a dosi estremamente più
elevate. E situazioni simili sono state messe a
punto per la terapia radiometabolica dei
neuroblastomi, la terapia palliativa delle
metastasi scheletriche e in altri ambiti.
Nel follow up
delle neoplasie, esprimendo in generale le
metodiche medico nucleari la presenza di
cellule, possono determinarsi condizioni
favorevoli alla diagnosi differenziale tra
recidiva e fibrosi, non potendoci essere
concentrazione in assenza di cellule. Ancora, la
variazione di concentrazione del glucosio (e
quindi del suo analogo radiomarcato fluoro-18
deossiglucosio) varia molto più rapidamente
rispetto alle variazioni dimensionali e
strutturali viste con metodiche di imaging
morfostrutturale. Si ottengono così informazioni
precoci che possono portare alla modifica di
strategie terapeutiche che altrimenti
porterebbero danno senza produrre risultati
soddisfacenti. Infine, nei confronti della
terapia, le metodiche medico nucleari possono
essere utili nel monitorare effetti tossici
terapeutici (adriamicina e cardiotossicità,
cisplatino e nefrotossicità, etc.) o nel predire
il residuo funzionale prima di un intervento (ad
es. nel cancro polmonare o renale).
Per esempio, in un
paziente con nefroblastoma del rene di destra i
valori di creatinina possono essere normali.
L’esecuzione di un esame scintigrafico
quantitativo può dimostrare la ridotta quota
funzionale a livello del rene controlaterale
(indipendente dalla neoplasia) che può far
controindicare l’intervento e/o modificare la
strategia terapeutica.
Alla luce di
quanto detto è quindi evidente che per capire ed
utilizzare al meglio le metodiche medico
nucleari bisogna capire i meccanismi di
concentrazione dei radiocomposti e la
fisiopatologia delle malatie che si vogliono
studiare più che le macchine che la devono
studiare. Ad es. , non si parla di scintigrafia
del cuore, ma di studio scintigrafico della
perfusione miocardica, del pool ematico
cardiaco, dei recettori adrenergici, del
metabolismo anaerobico e di quello aerobico,
della necrosi, dell’apoptosi, della presenza di
placca, della infiltrazione di macrofagi
attivati, etc.
Quindi per entrare
dentro alla migliore comprensione di quanto
detto è opportuno riepilogare ed approfondire
gli aspetti più importanti nei seguenti
capoversi.
A-mode:
modalità di rappresentazione in ecografia, in
cui l’energia ultrasonica riflessa viene
evidenziata sotto forma di picchi di ampiezza
proporzionale alla riflessione.
Anodo:
elettrodo positivo costituente il tubo radiogeno,
su cui impattano gli elettroni provenienti dal
catodo ed emettono di conseguenza radiazioni
elettromagnetiche (raggi X)
B-mode:
modalità di rappresentazione in ecografia, in
cui la rappresentazione degli echi provenienti
da una sezione corporea attraversata da
ultrasuoni viene visualizzata su un monitor
televisivo ricostruendo l’immagine dell’ organo
in esame.
Catodo:
elettrodo negativo costituente il tubo radiogeno,
che riscaldato rilascia elettroni
Contrasto:
e’ la differenza di segnale esistente tra due
regioni di un’immagine. Una grande o piccola
differenza di variazione nella scala dei grigi
significa rispettivamente elevato o basso
contrasto.
Cristalli
piezoelettrici: sono i principali costituenti
delle sonde ecografiche.
Eco-Color-Doppler:
permette la codificazione dell’immagine sul
monitor tramite colore rosso, se il flusso è
diretto verso il trasduttore, blu se si
allontana da quest’ultimo.
Eco-Doppler:
studio ecografico affiancato dal Doppler, che
permette di studiare strutture in movimento.
Dall’angolo di incidenza e dalla variazione di
frequenza dell’onda riflessa è possibile
calcolare la velocità di movimento della
struttura bersaglio (es: flusso sanguigno).
Griglie
Antidiffusione:
sono costituite da lamelle di piombo focalizzate
sulla sorgente radiogena (fuoco) e costituite da
materiale X-assorbente, interspaziate da
spessori di materiale radiotrasparente. Cosi
mentre la radiazione primaria può attraversare i
canali, la radiazione diffusa viene ostacolata
diffondendo in diverse direzioni e quindi
assorbita dalle pareti di piombo della griglia
Immagine
Radiografica: immagine ottenuta su una pellicola
dopo che questa è stata esposta ai raggi X
attenuati dalle diverse sezioni corporee in
esame.
Magnete:
è un dispositivo capace di produrre un campo
magnetico. Può essere di tipo permanente,
resistivo, superconduttivo, e ibrido. Le più
comuni intensità di campo sono: 0.3 - 0.5-1-1.5;
essi vengono distinti in magneti a bassa
intensità di campo se inferiori a 1 Tesla e ad
alta intensità di campo se superiori 1 Tesla.
Pellicola
Radiografica:
recettore di immagine costituito da un supporto
di poliestere ricoperto da un emulsione di sali
di bromuro o ioduro d’argento e gelatina.
Pixel e Voxel:
la più piccola parte costituente l’immagine
bidimensionale TC, chiamata pixel, che avrà una
rappresentazione di grigio, e quindi di densità.
Il pixel è la media di tutti i punti contenuti
nell’unità di volume in esame, quindi
tridimensionale, chiamata Voxel.
Power Doppler:
è una metodica che analizza l’intensità delle
frequenze Doppler.
Risoluzione
spaziale:
e’ la capacità dell’ immagine di riprodurre
fedelmente i dettagli più piccoli. Un immagine
che permette al radiologo di vedere molti più
dettagli rispetto ad un’altra presenta una
elevata risoluzione spaziale.
Rumore:
descrive ogni componente dell’immagine che non
trasmette un informazione utile; si distinguono
due tipi di rumore: rumore random e strutturale.
Schermi di
rinforzo: presenti nella cassetta radiografica,
sfruttano il fenomeno della fluorescenza
restituendo la parte assorbita di raggi X in
energia di lunghezza d’onda corrispondente alle
zone dello spettro tra l’azzurro ed il violetto.
Questo permette una riduzione di dose
nell’esposizione radiografica.
Superconduttore:
conduttore elettrico perfetto caratterizzato dal
fatto di non avere dispersioni di energia.
TC assiale:
si ottengono sezioni assiali del corpo umano
acquisite facendo ruotare il tubo radiogeno
intorno al paziente, che in apnea ed immobile
sul lettino, avanza a scatti nel tunnel della
TC.
TC spirale:
è una evoluzione della TC assiale. In essa il
tubo radiogeno ruota senza sosta intorno al
paziente, che in apnea ed immobile sul lettino,
avanza in modo continuo nel tunnel della TC.
Viene definita anche TC volumetrica perché
invece di acquisire singole sezioni assiali, il
computer a fine esame dispone dei dati di un
intero volume degli organi in esame ed è così
possibile visualizzare qualunque sezione secondo
qualunque piano, senza soluzioni di continuità.
TC multistrato:
è la più recente evoluzione della TC spirale. In
essa, contrapposto al tubo radiogeno i detettori,
invece di essere disposti su di una sola fila,
come nelle TC assiali e spirali, sono disposti
in più file adiacenti, multipli di quattro. Ad
ogni rotazione su 360° del tubo radiogeno
rispetto alla TC spirale consente di acquisire
un più ampio volume.
TM-mode :
modalità di rappresentazione in ecografica.
Simile all’A-mode con la differenza che viene
registrato anche il movimento dell’eco. Questo
consente di riportare su diagrammi strutture in
rapido movimento.
Trasduttore:
detto anche sonda è il dispositivo generatore e
rilevatore di ultrasuoni, in cui il suo
componente principale è un cristallo con
proprietà di piezoelettricità.
Tubo radiogeno:
è costituito da una ampolla di vetro sotto vuoto
contenente un catodo che riscaldato emette
elettroni i quali accelerati dalla differenza di
potenziale, all’interno dell’ampolla di vetro,
incidono sull’anodo, trasferendo a questo la
propria energia con emissione di raggi X.
Mezzi di contrasto
(Mdc) :
sono composti che servono per ottenere una
migliore rappresentazione delle strutture in
esame. Si distinguono in radiotrasparenti o
negativi, ed in radiopachi o positivi;
quest’ultimi sono distinti in baritati ed
iodati, al loro volta in lipo od idrosolubili,
questi ultimi a loro volta distinti in ionici e
non.
Mdc
radiotrasparenti:
sono sostanze che presentano assorbimento delle
radiazioni inferiore a quello degli organi nei
quali vengono introdotti; si tratta di sostanze
allo stato gassoso(O2 , CO2 ,aria).
Mdc radioopachi
: sono sostanze che presentano un assorbimento
delle radiazioni superiore a quello degli organi
nei quali vengono introdotti, grazie alla loro
densità ed all’elevato numero atomico (Bario,
Iodio).
Mdc baritati:
si presentano sottoforma di sospensioni di
solfato di bario che rende inassorbibile il
bario, tossico per l’organismo. Sono impiegati
nello studio dell’apparato gastroenterologico.
Nella metodica a doppio contrasto, la
sospensione di bario rappresenta il contrasto
opaco ed unitamente ad un contrasto trasparente
(aria, CO2 , metilcellulosa) consente lo studio
della mucosa e della parete intestinale in
trasparenza.
Mdc iodati:
vengono distinti in liposolubili ed
idrosolubili. I liposolubili sono degli oli
iodati nei quali lo iodio stesso è legato ad
acidi grassi insaturi. Pertanto essendo
insolubili in acqua e nei liquidi organici non
possono essere impiegati endovena e endoarteria.
Quindi il loro uso è limitato a determinati
esami (linfografia, broncografia, mielografia),
quasi tutti oggi desueti. Gli idrosolubili si
distinguono in ionici e non ionici.(Vedi Mdc
ionici; non ionici). Sono solubili in acqua e
nei liquidi organici, trovando larghissimo
impiego in radiologia.
Mdc ionici:
sono Mdc composti da sali ……….. . Possono
provocare in pazienti allergici reazioni di tipo
anafilattico per la loro capacità di legarsi
alla frazione proteica del plasma. Vengono
eliminati attraverso l’emuntorio renale, alcuni
per quello biliare.
Mdc non ionici
: sono Mdc sono composti da monomeri che non
sono sali e che non si dissociano; presentano un
osmolarità più che dimezzata rispetto a quelli
ionici. Sono più costosi e sono riservati solo
ad alcune categorie: pazienti atopici, pazienti
con funzione cardiaca e respiratoria
compromessa, con insufficienza renale e bambini.
Ecografia:
esame di diagnostica per immagini che utilizza
le caratteristiche degli ultrasuoni, i quali
vengono riflessi e rifratti nell’impatto con le
superfici di separazione tra mezzi aventi
caratteristiche acustiche diverse (interfacce).
Le onde riflesse (echi), captate dalla sonda
vengono convertite in altrettanti punti
luminosi, che proiettati sullo schermo di un
monitor disegnano le strutture anatomiche.
Sinonimo di ultrasuonografia ed ecotomografia .
Immagine T1 e T2:
sono rappresentative delle caratteristiche
fisiche dei tessuti sottoposti a determinate
radiofrequenze. Pertanto differenti tessuti
presentano diverse proprietà T1 e T2. Queste
proprietà consentono di stabilire il TR e TE.
Per stabilire se un immagine è T1 o T2 pesata si
analizzano il TE e il TR. L’ immagine T1 pesate
avrà bassi valori dei TR e TE, mentre quella T2
pesata avrà valori alti dei TR e TE.
TR:
In RM rappresenta l’intervallo di tempo (millisecondi)
degli impulsi somministrati. Per definirlo è
stabilito un range di tempo compreso tra 600 ms
(basso valore) e 3000 ms (alto valore).
TE:
In RM rappresenta l’intervallo di tempo (millisecondi)
tra l’impulso somministrato e la sua ricezione
(Echi). Per definirlo è stabilito un range di
tempo compreso tra 20 ms (basso valore ) e 80 ms
(alto valore).
Segnale Ipointenso:
In RM rappresenta il segnale che determinerà
un’immagine più chiara.
Segnale
Iperintenso:
In RM rappresenta il segnale che determinerà
un’immagine più scura.
Segnale
Isointenso:
In RM rappresenta il segnale che determinerà
un’immagine intermedia tra quello ipointenso ed
iperintenso.
Lesione iperdensa:
in TC rappresenta una lesione con valori
tomodensitometrici espressi in unità Hounsfield
superiori ad una di riferimento
Lesione ipodensa:
in TC rappresenta una lesione con valori
tomodensitometrici espressi in unità Hounsfield
inferiori ad una di riferimento
Lesione isodensa:
in TC rappresenta una lesione con valori
tomodensitometrici espressi in unità Hounsfield
eguali ad una di riferimento
RM:
esame di diagnostica per immagini che si basa
sul principio che alcuni nuclei atomici sono in
grado di “risuonare” ossia sono in grado di
assorbire e successivamente cedere energia se
sottoposti all’azione di campi magnetici. Alcuni
nuclei atomici (H1, P31,C13) possiedono spin
intrinseco,cioè ruotano intorno al proprio asse
generando campi magnetici detto momento
magnetico nucleare; pertanto questi nuclei
atomici possono essere considerati dei dipoli
che in assenza di campo magnetico si orientano
in modo casuale, mentre in presenza di campo
magnetico si allineano secondo la direzione del
campo magnetico stesso. Si viene a determinare
in alcuni nuclei (Es. H) una condizione di
equilibrio che può essere disturbata da una data
radiofrequenza, per cui i nuclei di idrogeno al
termine della radiofrequenza rilasceranno
l’energia assorbita sottoforma di radiazione
elettromagnetica della stessa lunghezza d’onda
della radiofrequenza di disturbo. Il
riassestamento del nucleo rilascia un segnale,
che verrà utilizzato per l’elaborazione
dell’immagine RM.
Hounsfield:
unità che misura la densità nella TC, i cui
valori vanno da –1000 (aria) a 0 (acqua) a +1000
(osso compatto).
Tesla:
misura l’intensità del campo magnetico ( 1 tesla
= 10000 gauss). I magneti utilizzati
maggiormente producono un campo magnetico di
intensità compresa tra 0.3 e 1.5 tesla.
Scannogramma:
è una scansione preliminare che precede l’esame
TC e consente di stabilire i limiti superiore ed
inferiore della regione da esaminare.
Finestra acustica:
in ecografia rappresenta il sito d’accesso, che
permette lo studio di organi la cui
visualizzazione è compromessa da strutture aeree
o ossee (fegato per il rene destro, milza per il
rene sinistro, vescica per l’utero).
documento
analogico:
documento formato utilizzando una grandezza
fisica che assume valori continui, come le
tracce su carta (esempio: documenti cartacei),
come le immagini su film (esempio: pellicole
mediche, microfiche, microfilm), come le
magnetizzazioni su nastro (esempio: cassette e
nastri magnetici audio e video). Si distingue in
documento originale e copia
documento digitale:
testi, immagini, dati strutturati, disegni,
programmi, filmati formati tramite una grandezza
fisica che assume valori binari, ottenuti
attraverso un processo di elaborazione
elettronica, di cui sia identificabile l’origine
documento
informatico:
documento digitale sottoscritto con firma
digitale ai sensi dell’articolo 8 del Testo
unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e del
decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 8 febbraio 1999 e successive
modificazioni
supporto ottico di
memorizzazione: mezzo fisico che consente la
memorizzazione di documenti digitali mediante
l’impiego della tecnologia laser (quali, ad
esempio, dischi ottici, magneto-ottici, DVD)
memorizzazione:
processo di trasposizione in formato digitale su
un qualsiasi idoneo supporto, attraverso un
processo di elaborazione, di documenti analogici
o digitali, anche informatici
archiviazione
digitale:
processo di memorizzazione, su un qualsiasi
idoneo supporto, di documenti digitali, anche
informatici, univocamente identificati mediante
un codice di riferimento, antecedente
all’eventuale processo di conservazione
documento
archiviato: documento digitale, anche
informatico, sottoposto al processo di
archiviazione digitale;
documento
conservato:
documento sottoposto al processo di
conservazione;
esibizione:
operazione che consente di visualizzare un
documento conservato e di ottenerne copia;
riferimento
temporale:
informazione, contenente la data e l’ora in cui
viene ultimato il processo di conservazione
digitale, che viene associata ad uno o più
documenti digitali, anche informatici.
L’operazione di associazione deve rispettare le
procedure di sicurezza definite e documentate, a
seconda della tipologia dei documenti da
conservare, dal soggetto pubblico o privato che
intende o è tenuto ad effettuare la
conservazione digitale ovvero dal responsabile
della conservazione nominato dal soggetto stesso
GLOSSARIO
RADIOPROTEZIONE
ALARA:
termine le cui iniziali stanno per “As Low As
Readily Achievable .Le radiazioni devonoessere
utilizzate con esposizioni a livello il più
basso ottenibile
ALI (limite
annuale di introduzione):
quantità di radionuclide che introdotta
nell’organismo, determina per lo stesso un
equivalente di dose efficace corrispondente al
limite di dose annuale di 2OmSv
ATTIVITA’:
rapporto tra il numero di trasformazioni
nucleari nell‘unità di tempo dN / dt in cui tali
trasformazioni si verificano .Si esprime in
Becquerel (Bq).
BECQUEREL
(Bq): indica 1’unità di misura del S.I. per
l’attività: lBq=1 disintegrazione al secondo .I
parametri di conversione da utilizzare quando
l’attività è espressa in Curie (Ci) sono i
seguenti: lCi=3,7X 10 l0 Bq, l Bq=2,7X 10-11 Ci
CONTAMINAZIONE
RADIOATTIVA:
contaminazione di una matrice, ,di una
superficie, di un’area lavorativa o di un
individuo ,prodotta da sostanze radioattive .Nel
caso del corpo umano la contaminazione
radioattiva include sia la contaminazione
esterna che quella interna.
CONTROLLO DELLA
QUALITA’:
rientra nella garanzia della qualità. Una serie
di operazioni (programmazione, coordinamento,
attuazione, monitoraggio) intese a mantenere o a
migliorare la qualità.
DETRIMENTO
INDIVIDUALE PER LA SALUTE:
gli effetti negativi clinicamente osservabili
che si manifestano nelle persone o nei loro
discendenti e la cui comparsa è immediata o
tardiva e, in quest’ultimo caso, probabile ma
non certa;
DOSE AL PAZIENTE:
la dose somministrata ai pazienti o ad altra
persona sottoposta ad esposizioni mediche;
DOSE ASSORBITA
(D): definisce il rapporto tra dE /dm, in cui dE
è l’energia media ceduta dalle radiazioni
ionizzanti alla materia in un elemento
volumetrico e dm la massa di materia contenuta
in tale elemento volumetrico. Essa costituisce
pertanto l’energia media ceduta dalla radiazione
all’ unità di massa di materia sottoposta ad
irradiazione .Si esprime in Gray (Gy).
DOSE EFFICACE:
è data dalla somma dei prodotti dell’
equivalente di dose per il fattore di
ponderazione tessutale di ciascun tessuto .Si
misura in Sievert (Sv).
DOSE EQUIVALENTE:
indica la somma dei prodotti della dose
assorbita per il fattore di qualità di ciascun
tipo di radiazione. Anch’ essa si misura in
Sievert (Sv).
DOSE EQUIVALENTE
IMPEGNATA:
equivalente di dose efficace ricevuta da un
organo o da un tessuto in un determinato periodo
di tempo in seguito all’ introduzione di uno o
più radionuclidi nell’ organismo.
DOSIMETRIA ESTERNA
che consente di effettuare la misura e la
valutazione della dose dovuta all’esposizione ad
una sorgente esterna all’organismo e la
DOSIMETRIA INTERNA che rappresenta la metodica
che permette di quantificare le dosi in singoli
organi o tessuti o all’organismo in toto a
seguito della introduzione nell’organismo di
sostanze radioattive.
DOSIMETRIA
BIOLOGICA:
insieme delle tecniche clinico-biologiche che
consentono la valutazione della dose ricevuta da
un individuo mediante il rilevamento di
modificazioni biologiche di tessuti o di singole
cellule
DOSIMETRIA:
procedimenti attraverso i quali viene misurata e
valutata la dose .Distinguiamo la DOSIMETRIA
DEI PAZIENTI: la dosimetria relativa ai
pazienti od ad altre persone sottoposte ad
esposizioni mediche
DOSIMETRO:
è lo strumento mediante il quale si misura
direttamente una grandezza associata alla dose
di radiazione assorbita.
EFFETTI STOCASTICI:
effetti che colpiscono a caso, differenziabili
in somatici, se interessano l’individuo
direttamente esposto (leucemie e tumori solidi),
e genetici, se interessano i figli che
nasceranno dagli esposti a radiazioni , non
dipendenti dalla dose e la cui probabilità di
comparsa si ipotizza che non abbia una soglia e
che cresca linearmente con la dose.
EFFETTI
DETERMINISTICI:
sono quelli per i quali esiste una soglia di
dose a partire dalla quale la gravità
dell’effetto aumenta con la dose stessa“
ESPERTO
QUALIFICATO:
figura professionale che possiede le cognizioni
e l’addestramento necessari per effettuare
misurazioni ,esami ,verifiche atti ad assicurare
il corretto funzionamento dei dispositivi di
protezione e la capacità di fornire tutte le
altre indicazioni e i provvedimenti tesi a
garantire la sorveglianza fisica della
protezione dei lavoratori e della popolazione.
ESPOSIZIONE:
indica una qualsiasi modalità di incontro tra la
persona e le radiazioni ionizzanti.
ESPOSIZIONE
INTERNA:prodotta
da sorgenti situate all’esterno dell’organismo
ESPOSIZIONE
INTERNA:
prodotta da sorgenti introdotte nell’organismo
ESPOSIZIONE TOTALE:
data dalla combinazione dell’esposizione esterna
e di quella interna
ESPOSIZIONE
GLOBALE:
intesa come esposizione del corpo intero
ESPOSIZIONE
ACCIDENTALE:
nella quale si verifica il superamento
involontario di uno dei limiti di dose fissati
per i lavoratori esposti
ESPOSIZIONE
D’EMERGENZA
che si verifica in condizioni
particolari(salvataggio di un individuo o di una
installazione) e che determina il superamento di
uno dei limiti di dose fissati per i lavoratori
esposti
ESPOSIZIONE
ECCEZIONALE CONCORDATA
che e’ ammessa in via eccezionale con il
consenso dell’ interessato dopo aver acquisito
il parere favorevole del Medico Autorizzato
ESERCENTE:
il soggetto che, secondo il tipo e
l’organizzazione dell’impresa, ha la
responsabilità dell’impresa stessa ovvero
dell’unità produttiva, intesa come stabilimento
o struttura finalizzata alla produzione di beni
o servizi, dotata di autonomia finanziaria e
tecnico-funzionale;
ESPERTO IN
FISICA MEDICA: una persona esperta nella
fisica o nella tecnologia delle radiazioni
applicata alle esposizioni che rientrano nel
campo di applicazione del presente decreto
legislativo, con una formazione ai sensi
dell’articolo 7, comma 5, e che, se del caso,
agisce o consiglia sulla dosimetria dei
pazienti, sullo sviluppo e l’impiego di tecniche
e attrezzature complesse, sull’ottimizzazione,
sulla garanzia di qualità, compreso il controllo
della qualità, e su altri problemi riguardanti
la radioprotezione relativa alle esposizioni che
rientrano nel campo di applicazione della
presente direttiva;.
ESPERTO IN FISICA
MEDICA:
persona esperta nella fisica o nella tecnologia
delle radiazioni applicata alle esposizioni che
rientrano nel campo di applicazione dei decreti
legislativi con una formazione ai sensi
dell’articolo 7, comma 5, e che agisce o
consiglia sulla dosimetria dei pazienti, sullo
sviluppo e l’impiego di tecniche e attrezzature
complesse, sulla ottimizzazione, sulla garanzia
di qualità,, compreso il controllo di qualità
FATTORE DI
PONDERAZIONE:
fattore di correzione della dose assorbita che
tiene conto del tipo di radiazione e del tipo di
tessuto o organo irradiato
FATTORE DI
QUALITA’:
fattore di correzione che tiene conto della
qualità della radiazione
FONDO NATURALE:
si intende con questo termine la quota di
radiazioni ionizzanti derivanti da sorgenti
naturali ,terrestri e cosmiche
GARANZIA DELLA
QUALITÀ:
le azioni programmate e sistematiche intese ad
accertare con adeguata affidabilità che un
impianto, un sistema, un componente o un
procedimento funzionerà in maniera soddisfacente
conformemente agli standard stabiliti;
GRAY:
unità del Sistema Internazionale(S.I.) di dose
assorbita 1Gy=1lJKg-l .I fattori di conversione
quando la dose espressa è espressa in rad sono 1
rad =0,01 Gy 100 rad
INCIDENTE:
evento imprevisto che provoca danni ad una
installazione e può comportare dosi superiori ai
limiti
IRRADIAZIONE:
e’ data dall’incontro di un corpo o di un
organismo con le radiazioni
LAVORATORI ESPOSTI:
persone sottoposte per l’attività che svolgono a
un ‘esposizione che può comportare dosi
superiori ai limiti fissati per le persone del
pubblico .Sono lavoratori esposti di categoria A
i lavoratori suscettibili di ricevere in un anno
solare una dose superiore ad uno dei seguenti
valori:
a) 6 mSv per
esposizione globale o di equivalente di dose
efficace;
b) 3/10 di uno
qualsiasi dei limiti di dose fissati per il
cristallino (150 mSv) ,per la pelle (500 mSv),
per le estremità (500 mSv). Gli altri lavoratori
esposti sono classificati in categoria B
MEDICO AUTORIZZATO:
medico responsabile della sorveglianza medica
dei lavoratori esposti, la cui qualificazione e
specializzazione sono riconosciute secondo le
procedure e le modalità stabilite nel presente
decreto;
MEDICO COMPETENTE:
specialista in Medicina del Lavoro ,Medicina
Preventiva dei Lavoratori e Psicotecnica o
discipline equipollenti che può però visitare
soltanto i lavoratori esposti classificati in
Categoria B
PERSONA DEL
PUBBLICO:
individuo della popolazione esclusi i lavoratori
,gli apprendisti esposti in ragione della loro
attività
PRESCRIVENTE:
il medico chirurgo o l’odontoiatra, iscritti nei
rispettivi albi;
RADIAZIONI
IONIZZANTI
radiazioni che hanno energia tale da causare
nell’ interazione con la materia la formazione
di ioni
RESPONSABILE DI
IMPIANTO RADIOLOGICO:
il medico specialista in radiodiagnostica,
radioterapia o medicina nucleare individuato
dall’esercente. Il responsabile di impianto
radiologico può essere lo stesso esercente
qualora questo sia abilitato a svolgere
direttamente l’indagine clinica;
RESPONSABILITÀ
CLINICA:
la responsabilità riguardo a esposizioni mediche
individuali attribuita ad uno specialista. In
particolare: giustificazione; ottimizzazione;
valutazione clinica del risultato; cooperazione
con altri specialisti e con il personale
eventualmente delegato per aspetti pratici;
reperimento di informazioni, se del caso, su
esami precedenti; trasmissione, su richiesta, di
informazioni radiologiche esistenti o di
documenti ad altri medici specialisti o
prescriventi; informazione dei pazienti e delle
altre persone interessate, se del caso, circa i
rischi delle radiazioni ionizzanti;
SIEVERT:
esprime secondo il Sistema Internazionale
l’equivalente di dose e l’equivalente di dose
efficace fattori di conversione in rem sono 1
rem =0,01 Sv; 1 Sv = 100 rem
SORVEGLIANZA
MEDICA:
l’insieme delle visite mediche, delle indagini
specialistiche e di laboratorio, dei
provvedimenti sanitari adottati dal medico, al
fine di garantire la protezione sanitaria dei
lavoratori esposti;
SORVEGLIANZA
FISICA
l’insieme dei dispositivi adottati, delle
valutazioni, delle misure e degli esami
effettuati, delle indicazioni fornite e dei
provvedimenti formulati dall’esperto qualificato
al fine di garantire la protezione sanitaria dei
lavoratori e della popolazione;
SPECIALISTA:
il medico chirurgo o 1‘odontoiatra che ha titolo
per assumere la responsabilità clinica per le
esposizioni mediche individuali ai sensi
dell’articolo 7, commi 3 e 4;
ZONA CLASSIFICATA:
ambiente di lavoro sottoposto a regolamentazione
per motivi di protezione contro le radiazioni
ionizzanti. Le zone classificate possono essere
zone controllate o zone sorvegliate.
ZONA CONTROLLATA:
un ambiente di lavoro, sottoposto a
regolamentazione per motivi di protezione dalle
radiazioni ionizzanti, in cui si verifichino le
condizioni stabilite con il decreto di cui
all’articolo 82 ed in cui l’accesso è segnalato
e regolamentato.
ZONA SORVEGLIATA:
un ambiente di lavoro in cui può essere superato
in un anno solare uno dei pertinenti limiti
fissati per le persone del pubblico e che non è
zona controllata.