|
Intervista al prof Delrio
Ad
Ottobre l'anno universitario ricomincia per
tutti: ci sono le matricole, contente di aver
superato i test e di iniziare questa nuova
esperienza, ma spaventate dalla loro nuova
condizione di studenti, poi ci sono quelli del
limbo, i ragazzi a metà, stanchi dello studio
passato ma contenti di quello che potrà
riservare ancora il futuro, e i ragazzi del
sesto, che impazziscono dietro reparti, lezioni
e tesi... Dietro questa marea di studenti,
professori e assistenti che popolano i giardini,
le aule, i reparti del policlinico, c'è una
persona sempre attenta ai bisogni di tutti,
disponibile, che cerca di accontentare ognuno
nel limite del possibile: il Prof Delrio, grande
docente di Biologia (chi ha seguito le sue
lezioni può capire), Presidente del Corso di
Laurea di Medicina e Chirurgia per 8 anni, ed
ora Preside di Facoltà (dal 2 Novembre)...le
nostre interviste cominciano proprio dal
"vertice", il nostro Preside, che oltre a
parlare dei progetti lavorativi, si racconta,
parlandoci del suo passato...
Allora Prof. Cominciamo con la prima domanda:
. Qual è l’ultimo libro che ha letto, o il suo
libro preferito?
L’ultimo libro che ho letto è “La verità sul ghiaccio” di Dan Brown,
poi ne ho letto un altro ma in questo momento il
titolo non mi sovviene… ho un vuoto di memoria…cmq
in genere mi piacciono i romanzi che sono però
calati in situazioni verosimili, non mi
piacciono i libri di fantascienza. Lo stile di
Dan Brown mi piace molto perché scrive racconti a metà tra lo spionaggio e l’esoterismo….e
sono molto scorrevoli… ho letto poi un libro
della stessa autrice che ha scritto “la volpe a
tre gambe”, ed è molto bello perché è ambientato
a Napoli, però in questo momento non ricordo il
titolo…magari se mi rifai la domanda domani
mattina ti so rispondere!!
. Ultimo film visto?
Scoop, di Woody Allen, ma al cinema vado poco, non ne ho proprio il
tempo.
. Quale genere di musica ascolta?
Ascolto musica sinfonica in primis, poi c’è l’operistica ed infine
il balletto: ci sono dei pezzi che adoro, Giselle è il mio preferito.
. Ha un particolare hobby?
Eh! Bella domanda! Non ho tempo per gli hobby…
. Altri interessi che esulano dall'ambito
medico-universitario?
Ma in che senso? Beh, dai, scherzi a parte, io non posso concedermi
degli hobby…sono condizionato a tempo pieno da
mio figlio Sergio, e quindi non ho proprio tempo
libero per me stesso...
.E avete qualche hobby insieme con Sergio?
Si, insieme si: andiamo a vedere musei, e ci piace molto andare in
giro, poi Sergio, quando si tratta di uscire, è
il ragazzo più felice del mondo. Mi sono reso
conto che, nel corso degli anni, ho abbandonato
completamente l’idea di poter avere un hobby
personale, perché non c’è tempo… qualora uno
avesse un hobby, e non c’è tempo di realizzarlo,
di praticarlo , poi ti senti frustato…e siccome
tutto il mio tempo libero è dedicato a Sergio
dopo non posso inserire null’altro; per esempio
a me piace fare lunghe passeggiate in montagna,
andare in giro a fare “l’esploratore”…queste
cose le faccio con lui, quindi posso farle, ma
se io avessi un interesse che lui non può
svolgere con me, lo elimino completamente…quindi
, nel mio caso, non si può parlare di hobby
personale, ma di un hobby condizionato. Quindi
se qualcuno mi chiede qual è il mio hobby, io
rispondo: Sergio.
. Avendo la possibilità di partire ora,dove
andrebbe?
In questo momento me ne andrei sicuramente in una bellissima isola,
rigorosamente deserta, per starmene almeno una
settimana disteso e senza telefono né
università.
Parliamo
di
problemi etici:
. Cosa ne pensa dell'attuale legislazione
relativa all'aborto?
Sono assolutamente favorevole all’aborto, e non ad un aborto
sconsiderato, ma a quello terapeutico perché non
ho per niente fiducia nelle capacità che ha la
società di poter assistere qualcuno che ha dei
problemi, e non mi riferisco all’assistenza
post-natale, ma a quello che sarà il futuro di
queste persone: sono pochi quelli che riescono
ad avere una vita semi-normale, anche per le
famiglie. Se a me dicono, facendo la diagnosi
pre-natale: “Questo bambino ha il 10% delle
possibilità di farcela” per me bisogna cmq
interrompere la gravidanza, perché non ho per
niente fiducia nella società. Quindi aborto
terapeutico senz’altro, ma aborto anche in quei
casi in cui la donna sa di non poter allevare il
figlio in condizioni non dico ottimali, ma
almeno decenti. C’è poi il grosso problema
dell’influenza che può avere nella crescita di
un figlio, la mancanza di una coppia che lo
segue, per fortuna capitano rari casi in cui la
persona si sviluppa normalmente, ma nella
maggior parte dei casi si portano dietro dei
problemi che avranno anche da adulti. In quel
caso, per la donna che è rimasta incinta,
soprattutto se indipendentemente dalla sua
volontà, anche se cmq a volte dipende dalla
mancata cultura della prevenzione e del
controllo delle nascite, secondo me, in quel
caso, l’aborto è preferibile.
. Cosa ne pensa della divisione delle droghe in
leggere e pesanti?
Sono contrario a tutti i tipi di droghe, per me è inconcepibile.
. Cosa ne pensa dell'eutanasia?
Sono favorevole…poi ultimamente c’è anche il problema di Welby: è
totalmente assurdo voler a tutti i costi
mantenere in vita una persona che ha dichiarato
che non vuole vivere, che non fa una vita,
dipende dalla macchina, soffre: ditemi, per quale
motivo deve stare in vita?
. Cosa ne pensa della fecondazione assistita?
Molto favorevole. Non tutti lo capiscono, ma ci sono donne che, se
non riescono ad avere un figlio, vivono male la
loro condizione femminile, e secondo me, se la
scienza ha la possibilità di aiutarle, conviene
farlo ma nelle strutture dove si è sicuri di
quello che si fa e non ci sono imbrogli. Sono
pure favorevole alla fecondazione nel caso in
cui il maschio è sterile e la donna, fertile, si
sottopone alla fecondazione eterologa, a patto
ovviamente che la coppia sia concorde.
.Spesso di parla di malasanità in Campania...secondo
lei cosa non funziona?
(ride) Purtroppo in Campania paghiamo lo scotto di una
Sanità che è cresciuta e si è ipertrofizzata in
questi anni, non puntando però alla creazione di
poli specialistici per determinate patologie ma
c’è stata la corsa a che tutti gli ospedali
facessero tutto, è questo non è un fatto
positivo, perché non è possibile che tu abbia
gli stessi standard di prestazione da tutte le
parti, anche perché la Sanità, da quando si è
politicizzata, ha fatto si che ai livelli
apicali non sempre arrivassero persone in grado
di creare, dopo, una scuola; per cui dopo hai
degli ospedali in cui vengono erogate
prestazioni di bassissimo livello che però
costano alla società, e queste dopo fanno
insorgere più facilmente il problema della malasanità… ieri parlavo proprio della
prevenzione per il cancro: molta gente va al
Pascal credendo sia l’unico istituto in grado di
curare il tumore: non è vero! Il 50% degli
interventi oncologici vengono fatti tra i due
Policlinici e gli altri ospedali, però il
concetto è quello che il Pascal sia l’istituto
dei tumori; sarebbe preferibile, invece, creare
una rete oncologica collegata e diffondere tra i
cittadini la cultura della prevenzione in primo
luogo, ma anche della possibilità di potersi
curare da altre parti. E’ un po’ quello che
succede con il Pronto Soccorso del Cardarelli:
tutti vanno al Cardarelli, anche se è stato
attivato il 118 etc., e quelli che non usano
nemmeno il 118 non pensano proprio di potersi
recare in un altro ospedale e vanno al
Cardarelli. E' vero che in questi anni gli altri
ospedali non hanno fatto niente per poter
richiamare le persone, in alcuni casi il
problema è logistico, tipo il Pellegrini:la
gente, prima di mettersi in quei vicoli, ci
pensa due volte. Il San Gennaro che è stato
trascurato per tanto tempo, il Loreto Mare che
invece è quello di frontiera: lì arriva tutta la
gente della zona est di Napoli, però non ha la
stessa fama del Cardarelli, ed è un errore
questo perchè la gente fa chilometri e
chilometri quando invece potrebbe andare in uno
di questi ospedali delocalizzati. Bisognerebbe
mirare a far si che questi nuovi mandati
regionali prevedano una razionalizzazione degli
ospedali e bisognerebbe abbandonare il concetto
dell' ospedale "parrochiale", come io li chiamo:
quello che il politico della zona vuole avere
solo per dire che nella sua zona c'è l'ospedale,
tanto è vero che se vai in giro per la Campania,
trovi tante "cattedrali nel deserto", da anni
costruiti e mai attivati con uno spreco di
soldi altissimo: ce ne sono tantissimi, e invece
di pensare a razionalizzare costruzioni di
ospedali che potessero servire un bacino di
persone più vasto, però inaugurandoli subito
e fornendoli di tutte le attrezzature
necessarie, ognuno pensa a farsi il suo
ospedale. L'altro giorno a Monte Ruscello,
andando dal Preside di Ingegneria per un
progetto del prof Giugliano, di fronte casa sua
c'è un complesso che è costato 25 anni fa 14
miliardi. l'hanno costruito, l'hanno finito, non
l'hanno mai inaugurato ed è stato adesso
deturpato...ed è costato 14 miliardi...buttati
così...mai nessuno è entrato lì dentro , e
queste sono cose che ti mandano in bestia perchè
si parla tanto di crisi e intanto i soldi
vengono sprecati come se nulla fosse. Quindi
nella sanità ci vorrebbe una migliore
razionalizzazione, e non si può dare tutto a
tutti, questo è molto importante perchè siamo
l'unico Paese che concede questo: bisognerebbe
fare in modo che le fasce deboli possano
accedere a tutte le strutture, di qualsiasi
livello, anche le più costose, e invece chiedere
la contribuzione a chi ha un reddito più alto,
ci vorrebbe un sistema misto tra assicurazione e
statale, però...
a metà tra italiano e americano, quindi.
Si, ma quello americano è da condannare
perchè chi non ha la possibilità di curarsi ,
non si cura, però da noi c'è lo spreco
nell'altro senso. infatti io sono favorevole al
fatto che è stato messo il ticket al Pronto
Soccorso perchè , nel periodo in cui fu messo il
ticket nella diagnostica per immagini, al
Cardarelli, nel periodo
Novembre-Dicembre-Gennaio, in tre mesi fecero
più ecografie di quante non ne avevano fatte in
tutto l'anno precedente, solo perchè al Pronto
Soccorso non si pagava il ticket, e allora la
gente si recava con una qualsiasi scusa al
pronto soccorso, e si faceva fare l'ecografia.
. LA RICERCA IN ITALIA: in che posizione ci
collochiamo a livello internazionale secondo
lei?
Dal punto di vista qualitativo in Italia
abbiamo una fascia di ricercatori molto valida,
e si sta realizzando l'assurdo che questi
ricercatori lavorano di più con i fondi raccolti
privatamente che non con quelli erogati dallo
Stato. Il Ministero ha fatto diversi
tentativi per razionalizzare l'uso di quelle
poche risorse che abbiamo perchè
siamo uno dei paesi a più basso investimento
nella ricerca, però nemmeno questo sistema
funziona, fino a che non introduciamo un sistema
di monitoraggio delle cose da fare che veda
realmente coinvolti anche ricercatori di altri
paesi che valutino i progetti, le cose non
miglioreranno. La Campania, in questo senso, ha
fatto un passo enorme: è stata la prima a creare
una rete di finanziamenti regionali e su
progetti i cui risultati, dopo, si sono visti.
Quindi, ora c'è questa tendenza che, purtroppo,
la ricerca di base viene un pò mortificata per
questioni finanziarie, si tende a finanziare
più la ricerca finalizzata, però la ricerca di
base è, in certi casi, indispensabile, perchè è
proprio da quella che possono scaturire anche
future applicazioni... la ricerca è bella
proprio perchè è ricerca!
In america, invece, si finanziano facilmente i
giovani ricercatori, ed è un investimento: lì
c'è un rigido sistema di controllo della
produttività, anche se talvolta è esasperato,
perchè, magari, pur di pubblicare qualcosa,
quelli non guardano in faccia a nessuno, però
allo stesso tempo, danno la possibilità a chi ha
belle idee di poterle portare avanti. Infatti
noi abbiamo una fascia di ricercatori italiani,
che sono intorno ai 35 anni, che lì hanno una
disponibilità economica che qui in Italia non si
sarebbero mai sognati. in Italia bisognerebbe
avere il coraggio di aumentare l'aliquota di
fondi destinati alla ricerca.
Facciamo ora un salto nel passato:
. Aveva una materia preferita quando era al
liceo?
Si, ti
sembrerà strano ma adoravo le materie
umanistiche: greco e latino!
. E un materia che non le piaceva?
Non ce
ne erano , perchè ho avuto la fortuna di avere
docenti che hanno sempre appassionato alla loro
materia, compresa la matematica che è sempre
stata un pò ostica: la matematica va capita!
. Quale professione le sarebbe piaciuta
intraprendere in alternativa a questa?
Medicina, fare il medico è sempre stato il
mio sogno
E come mai non ha studiato medicina?
Perchè non ne avevo la possibilità: ero in
condizioni economiche non ottimali, quindi per
poter fare l'università dovevo anche avere
margine per lavorare, e Medicina a quell' epoca
era una carriera molto lunga, non avevi tempo di
fare altro, ed io non potevo prevedere un
impegno di 11-12 anni senza guadagnare. Difatti
io riuscii ad iscrivermi a chimica (perchè io
sono laureato in chimica, non in biologia), e mi
sono mantenuto per tutti i 5 anni sempre da
solo. Mi sono laureato in tempo: pensa che su
160 matricole ci laureammo solo in 6 alla prima
sessione del 5 anno. Scelsi chimica perchè mi
consentiva di fare lezioni private, di
frequentare i laboratori, e di essere sicuro,
alla fine del 5 anno, di trovare posto; poi, per
un caso fortuito, mi son ritrovato indirizzato a
ricerche di tipo biologico: ero a tre esami
dalla laurea e svolsi un esame con ottima
votazione, il docente mi segnalò che stavano
facendo un reclutamento di laureati in chimica
per una ricerca all'acquario. Il direttore della
stazione biologica dell'epoca rimase ben
impressionato, ed io ebbi la certezza che,
appena laureato, sarei andato a lavorare lì,
infatti mi sono laureato il 27 Luglio, ed il 1
Agosto ho cominciato a lavorare con una borsa di
studio che era dedicata alla ricerca del fall
out , all'uso dello stronzio 90 come marcatore
del fall out su alcuni radiovali che hanno lo
scheletro di solfato di stronzio come gli
acantari. Quindi fui costretto a studiare la
biologia. Dopo son passato a lavorare con
Chieffi, perchè voleva un altro chimico
nel gruppo, però la condizione fu che dovevo
imparare bene la biololgia, infatti io sono
autodidatta per questa materia, difatti dopo ho
fatto la libera docenza in Biologia generale,
non sono laureato in Biologia, ma in Chimica,
però ho la docenza in Biologia Generale. Però il
mio sogno era la Medicina, (e ridendo
continua) e ci sono lo stesso arrivato per
vie traverse!!
. Prof, quali sono state le maggiori difficoltà
che ha dovuto superare per diventare quello che
è ora?
Beh, dal punto di vista accademico, debbo
dire che non ho avuto problemi mai, mai mai. E'
la vita che però, a volte, crea intoppi. Vedi,
anche quando ho dovuto intraprendere pure
l'attività privata, sennò non ce la facevo a
curare Sergio, ho avuto problemi perchè non era
facile conciliare le due attività, infatti io
ero a tempo definito proprio perchè dedicavo
parte del mio tempo all'attività libera. E
questo mi ha ritardato la carriera universitaria
a livello di cariche istituzionali però, infatti
sono andato in cattedra nell'80, quindi a
41 anni, quindi non tardi (difatti ora sono uno
degli ordinari più anziani) però a me è sempre
piaciuto l'insegnamento, ma l'altro è stato un
ripiego per fare soldi, sennò per Sergio non ce
la facevo. Quando poi dopo è diventato
impossibile, ho lasciato , dopo 11 anni...e
quando sono rientrato a tempo pieno mi son
dedicato alla carriera universitaria.
. Qual'è stato il lavoro/progetto/ricerca che le
ha dato maggiori soddisfazioni?
Per la ricerca, negli anni in cui facevo
tutto, abbiamo avuto molti risultati
nei progetti sulla ricerca per i tumori
e per il controllo della fertilità (sempre come
progetti applicativi) abbiamo fatto degli studi
sui maiali e suoi bovini, e dopo ci sono state
ricerche anche sul tumore della mammella...a
quei tempi eravamo due Facoltà della stessa
Università. Dopo, come progetto di vita, la
famosa realizzazione di queste Case Alloggio per
Disabili, inserite in un contesto diverso, ed è
stato il mio progetto più bello, che spero di
veder realizzato entro un paio di anni, non di
più. E' un qualcosa che mi da soddisfazione
perchè è un modello che spero dopo possa essere
replicato anche per altri ragazzi: creare delle
case famiglia mirate per varie patologie.
(squilla per l'ennesima volta il telefono, il
prof risponde)
Capitolo anamnesi prossima
. ci dica in poche parole cos'è per lei la sua
materia.
La biologia per me, dopo è stata una
scoperta. La biologia è una disciplina completa,
perchè, grazie allo studio dei fenomeni
biologici di base dopo si è potuti intervenire
come si deve anche in campo medico, per cui, se
la biologia viene presentata nella giusta
maniera agli studenti di Medicina, non solo a
quelli di Biologia, è la materia che veramente
ti da le basi, completata, ovviamente, con la
Biologia Molecolare e con la Genetica.
. L'argomento del suo campo che la appassiona di
più?
La regolazione genica.
. Ha qualche progetto che vorrebbe realizzare?
Dare veramente ai nostri studenti la
possibilità di poter fare un'attività pratica
decente.
. un consiglio agli studenti che vorranno
perseguire la sua stessa strada?
(ride)
No, non glielo auguro proprio!
beh, come docente posso dire, e le percentuali
me lo confermano, che se una persona si avvicina
all'università con serietà, anche se siamo in un
mondo un pò particolare, gli obiettivi prima o
poi si raggiungono, ci si può impiegare un pò di
tempo in più ma si raggiungono, e lo vedo
proprio con voi. Inoltre io vengo da nulla,
proprio niente niente: mio padre era un semplice
agente della pubblica sicurezza, famiglia
numerosa, e nessuno mai si era laureato in
famiglia. Ho voluto studiare e ci so riuscito.
Il guaio grosso di oggi è che, delle volte, vuoi
raggiungere gli obiettivi troppo in fretta, ma
se vuoi raggiungerli devi mettere in bilancio di
poter aspettare, l'importante è non stare con le
mani in mano perchè, se tu ti impegni riesci a
superare gli ostacoli, c'è chi lo fa prima , chi
dopo, ma l'obiettivo lo raggiunge e questo
succederà ancora di più se si riuscirà a fare
ancora più selezione. La medicina è una delle
professioni più nobili che ci siano, e per
questo nelle valutazioni io sono molto severo:
in Medicina tu non puoi consentire che ci sia
l'ignoranza voluta, può esserci un'ignoranza che
è casuale, nel senso che , capita che è stata
fatta qualche scoperta e tu non ne vieni subito
a conoscenza, ma il fatto di non avere una
preparazione di base solida, la considero
proprio una cosa inaccetabile. E' per questo che
consiglio agli studenti, quando si arretrano,
che è meglio laurearsi in 7 anni e non in 6 però
arrivarci bene, infatti noi non diamo nessuna
penalizzazione per chi si arretra.
Con la media ponderata però ci sono le
penalizzazioni..
Si, però stiamo rivedendo questo fatto
in italia: a Trieste, quando ci siamo
visti a Settembre, abbiamo organizzato una
valutazione diversa rispetto a quella
strettamente ponderata, abbiamo introdotto un
paramentro che ammortizza i 6 o 7 anni a fronte,
però, di un rendimento alto.
. Recentemente è stato eletto presidente del
Preside di Facoltà: quali sono i suoi programmi
più prossimi?
Immediati sono quelli di migliorare
l'assistenza qui al Centro Storico e poi su
tutti i poli in cui siamo distribuiti, e la cosa
penso si potrà realizzare, sono molto fiducioso
perchè riusciremo a trasferire a Caserta tutti i
docenti, o quasi tutti, di Caserta, ma non
aspettando il Nuovo Policlinico, prima. Spero di
farlo entro il 31 Dicembre, ci sto lavorando da
Luglio.
. cosa cambierebbe in questa università?
Ci sono molte cose che vanno bene:
bisognerebbe fare in modo che l'Accademia
diventi più umile, perchè si ritiene ancora
depositaria di cose che ormai sono diventate
superate. Perchè oggi, con i progressi
scientifici che ci sono stati, bisognerebbe
avere il coraggio di adeguare l'insegnamento a
quelle che sono le nuove scoperte e le nuove
vedute ma senza rimanere ancorati al voler fare
per forza tutto quello che si faceva tanti anni
fa, e modificare l'insegnamento della medicina
con una migliore integrazione tra le discipline,
perchè così non appesantiamo il percorso degli
studenti tarpando la loro possibilità di
esprimersi al meglio: se ogni disciplina viene
considerata depositaria della verità e viene
impartita come se fosse l'unica cosa valida,
non si arriva da nessuna parte. E con Farzati ci
occuperemo proprio di questo, perchè avrà un
grosso aiuto da me come Preside, per organizzare
queste cose. Una razionalizzazione degli studi
consentirebbe senz'altro di avere una migliore
performance da parte di tutti gli studenti, ma
di quelli che realmente vogliono imparare,
perchè delle volte si iscrivono a Medicina, ma
non sono molto convinti, quindi una valutazione
al secondo terzo anno, con il passaggio alle
cliniche, è importante per capire le proprie
attitudini e se uno è portato per fare quello
che vuole fare.
.Quindi prof cosa propone per dare agli
studenti più esperienza clinica diretta?
Niente, solo una revisione dei programmi
per mirare di più a quella che è la situazione
reale di oggi...è nulla, ci vuole poco.
. Ultima domanda prof. che consiglio da agli
studenti per arrivare presto e bene? Come
dovrebbero organizzare la loro giornata?
Lo studente che si iscrive a Medicina è un
ragazzo che deve sapere che, oltre alle ore che
trascorre in aula, deve dedicare allo studio,
nei giorni in cui ha lezione, almeno altre 4 ore
nei primi anni, nei giorni in cui non ha lezione
dalle 8 alle 10 ore, concedendosi un giorno
libero a settimana di riposo assoluto, quella è
una cosa importante. E' chiaro che, dopo, quando
si cominciano a frequentare i reparti , se noi
razionalizziamo un pò l'organizzazione
didattica, il tempo va speso tra studio autonomo
e reparti, però non si può fare Medicina
pensando di studiare un paio di ore al giorno,
quello ti porta in ritardo. Quindi soprattutto
impegno: fare una vita con degli spazi liberi,
degli hobby, ma deve essere una giornata, non di
più.
Prof., grazie per la sua disponibilità.
|