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Spiegazione dell’ elettrocardiogramma (ECG) per
i non addetti ai lavori, con le scuse per i
cardiologi!
Premesse.
Ogni cellula cardiaca è
dotata di cariche elettriche, dovute alla
presenza di ioni, all’interno K+ ed all’esterno
Na+; tuttavia la presenza di proteine con
cariche elettriche negative nel citoplasma
determina un ambiente elettronegativo
all’interno della cellula; volendo misurare tale
potenziale con due elettrodi tra interno ed
esterno della cellula il valore sarà di -100 mV
( potenziale di riposo). A seguito di una
stimolazione, però, tale potenziale elettrico si
modifica e descrivendo un profilo caratteristico
passa a positivo (depolarizzazione); questo
fenomeno dipende dal passaggio di Na+ al’interno
della cellula ed, in seguito, con la fuoriuscita
di K+, la cellula ritorna al valore del
potenziale di riposo. Tuttavia un insieme di
cellule che sono investite da questo fenomeno
generano un’onda di depolarizzazione, che può
essere rappresentata come un dipolo, disposto
per convenzione con il segno positivo in avanti,
cioè nel senso della corrente di
depolarizzazione e con la coda negativa.
Volendo, a questo punto, rilevare una tale
attività di depolarizzazione che investe il
miocardio, sul tracciato ECG, essa è
rappresentata da una deflessione positiva se
l’elettrodo che esplora tale dipolo è posto di
fronte, cioè se "vede" tale dipolo che si
avvicina a lui, se, viceversa, il dipolo si
allontana, sarà negativa. La fase di
ripolarizzazione, in cui le cellule, per effetto
delle pompe di membrana, riprendono la carica
elettronegativa all’interno, viene rappresentata
come onda della fase di ripolarizzazione o di
recupero o onda T. In ultima analisi un ciclo
cardiaco è dato dall’onda P di attività
elettrica atriale, legata alla contrazione degli
atri, ed un complesso QRS, dove la Q deve essere
sempre molto piccola, R è la deflessione
positiva ed S quella negativa, che costituiscono
l’attività dei ventricoli; a questo punto segue
un tratto S e T, e l'onda T, quindi una pausa;
il tratto ST riveste notevole importa ai fini
dell’interpretazione dell’ECG, perchè esprime lo
stato delle coronarie e dell’ossigenazione del
miocardio, intesa come flusso ematico; in caso
di infarto acuto, tale tratto si presenta in
genere molto sopraslivellato rispetto alla linea
isoelettrica su cui giace di norma, oppure,
negli infarti posteriori, sottoslivellato su V1
e V2. Si ricorda, infine, che uno stato di
ipertrofia ventricolare si accompagna a segni di
sovraccarico, cioè ST sottoslivellato e talora T
negative a branche asimmetriche con R in V5 e V6
di alto voltaggio.

Posizionamento degli
elettrodi esploranti.
Quando si effettua un ECG occorre posizionare
sul paziente gli elettrodi delle cosiddette
derivazioni periferiche e derivazioni toraciche.
Qual’è il senso degli elettrodi esploranti??
Essi hanno il compito di studiare il cuore da
diverse angolazioni; per esempio quelle
toraciche vanno da V1 a V6 ed esplorano meglio
il ventricolo di destra, di sinistra, il setto
ecc., localizzando con attenzione eventuali
anomalie o onde di lesione, ischemia e necrosi a
seconda della localizzazione delle stesse. Le
derivazioni periferiche ci danno aiuto nella
localizzazione dell’asse cardiaco, esse sono:
aVL (cioè aumentato Voltaggio Left con elettrodo
positivo alla mano sinistra), aVR (con elettrodo
positivo alla mano destra), aVF (F = foot,
elettrodo al piede sx positivo); gli elettrodi
delle derivazioni D1, D2, e D3., ossia delle
derivazioni degli arti, sono : D1 con polo + a
sinistra (se l’asse elettrico del dipolo cuore è
verso sinistra, come è nella norma, dunque, in
D1 l’onda R sarà SEMPRE positiva perché la
depolarizzazione è diretta verso sinistra!); in
D2e D3 il polo positivo è in basso. D2+D3 +aVF
hanno importanza nello studio delle ischemie e/o
infarto inferiori del cuore.
Rapida interpretazione
dell’Elettro-Cardio-Gramma o ECG.
A)
Controllo della frequenza cardiaca: si determina
nel punto in cui cade l’onda R e quella
successiva; per facilitare questo compito, non
avendo il regolo calcolatore, si può osservare
un’onda R che cade su una linea marcata in
neretto sull’ECG e valutare dove ricade l’altra
onda R: se essa cade sulla prima linea in
neretto= 300, altrimenti 150, 100, 75 60, 50;
per frequenze basse si cercano sul tracciato le
tacche che corrispondono a 3 sec, si cercano in
esse il numero dei cicli di 6 sec e si
moltiplica X 10.
B)
Verificare se ci sono frequenza dissociate
atriali e ventricolari (onde P e ventricolari
QRS). Nella lettura del tracciato occorre
valutare la distanza tra l’onda P e l’onda R, il
tratto PR che è espressione del tempo che
intercorre tra la sistole atriale e quella
ventricolare e che non può andare oltre 0,2 sec,
sull’ECG oltre le dimensioni di un quadrato
grande:

In
queste derivazioni, per la lettura:
-
esiste l'onda P? Si, il ritmo è dunque
sinusale!
-
aVL è positiva? Si, dunque il dipolo della
depolarizzazione guarda verso l'elttrodo di
aVL, sinistra che è positivo.
-
aVF è positiva?D1 è positiva? aVF, no, perchè
è la più isodifasica, D1 sì, dunque l'asse
coincide con lo zero, anche perchè la R più
alta è in D1 che è la derivazione posta a a 0°
sull'asse frontale.
-
PR è regolare? Si, PR lo è quasi, abbiamo
detto; Il QRS è slargato oltre 3 quadrati
piccoli? No, quindi non c'è blocco di branca o
emiblocco, nè presenta configurazioni
allargate come per extrasistoli o blocco di
branca dove il tratto ST è negativo. Nè vi
sono onde QS in D3 e D2 o complessi di aspetto
R-R1 come per BBD (blocco branca destra) in V1
e V2; nè in V5 o V6.

Nel
caso esso sia di dimensione oltre 0, 2 sec,
significa che c’è un blocco tra la conduzione
degli impulsi tra gli atri e i ventricoli; noi
sappiamo, infatti che esiste un tessuto
miocardico specifico che si chiama nodo del SENO
dove si fabbricano automaticamente gli impulsi,
o pacemaker: da qui attraverso vie specifiche il
segnale passa al nodo atrioventricolare o AV,
per essere avviato alle branche destre e
sinistre al fascio di His. Ebbene il tratto PR è
espressione della conduzione atrio->ventricolare
dell’onda di depolarizzazione, che se va oltre
il tempo stabilito vuol dire che il tessuto ha
problemi nella conduzione: BLOCCO ATRIO-VENTRICOLARE
Un’altra cosa da osservare nell’ECG è la
presenza dell’onda P e se essa è positiva o
negativa, cioè se dagli atri, rispetto
all’elettrodo esplorante parte il segnale o se
il segnale elettrico si porta agli atri da
qualche altro segnapassi. Altra cosa da
osservare sono i complessi QRS, perchè se vi è
un blocco della conduzione più a valle, cioè
nella branca destra (BBD) o nella branca
sinistra (BBS) del fascio di His il QRS sarà
slargato e di forma strana, ad M, con cuspidi R
ed R1, cioè come a 2 picchi, perchè la
depolarizzazione dei ventricoli avverrà in modo
asincrono:

Nel
caso del blocco di branca sinistra, l’aspetto
sarà di un QRS slargato come con due cuspidi
unite da un tratto a concavità verso l'alto.
Tale aspetto occorrerà valutarlo in V1 e V2 per
il BBD, e nelle derivazioni toraciche V5 e V6
per un BBS.
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