della Seconda Università degli studi di Napoli

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L’epilessia non e’ una malattia , ma e’ la denominazione di una patologia che puo’ essere diversissima ed e’ imperniata sulla comparsa della sintomatologia .  La crisi epilettica e’ una risposta motoria del SNC ad una stimolazione adeguata , una crisi epilettica non e’ epilessia , cioe’ tutti quanti possiamo avere una crisi , specialmente in eta’ infantile ; se noi prendiamo una sostanza per esempio il Cardiazol e la iniettiamo endovena tutti possiamo rispondere con una crisi epilettica (e’ solo una questione di dosi).  Infatti in passato si usava il Cardiazol , a dosi adeguate per la diagnosi ,  per scatenare e cosi’ scoprire una crisi epilettica.

Il termine di epilessia deriva dal greco epilembanoin che significa “essere afferrati” perche’ dalle crisi si viene colti improvvisamente , “afferrati dalla crisi”.

La patologia ha subito nel corso dei secoli una evoluzione , un tempo era difficile capire le crisi epilettiche , venivano considerate delle possessioni demoniache ; era conosciuta al tempo dei greci e dei romani ed era detto anche “mal caduco” o “mal caduto” perche’ chi ne era colto cadeva per terra , andava anche sotto il nome di “male comiziale” perche’ al tempo dei romani se qualcuno era colto da una crisi epilettica durante un comizio questo veniva sospeso , e data la frequenza delle crisi non penso che di comizi se ne facessero molti…comunque si chiama anche “male comiziale”.

E’ un termine che ancora oggi viene usato dai medici al posto di epilessia che e’ un termine che anche  oggi spaventa.   La malattia si porta dietro una rappresentazione demonologica , l’epilessia e’ una malattia che rappresenta un castigo di dio , rappresenta qualcosa di brutto e chi ce l’ha o lui o suo padre o suo nonno qualcosa devono aver fatto per meritarsi un simile castigo di dio .  Quindi la gente emargina e nasconde , per questo motivo molti a volte non si curano, perche’ non vogliono mai sentire dire o usare il termine epilessia , sentirlo applicato a se stessi o ai propri familiari.La crisi epilettica (C.E.) e’ dovuta ad una scarica , una rapida depolarizzazione di membrana di piu’ neuroni insieme , in modo sincrono, che trasmettono ad altri ,che infiamma neuroni vicini che a loro volta si scaricano , questa corrente si propaga ed e’ questa la base dell’eccitazione neuronale ,  e i neuroni eccitandosi  mandano i segnali che devono mandare , motori se sono neuroni motori  e avremo una scarica motoria , ma puo’ anche essere sensitiva se sono sensitivi.  Quindi parliamo di una scarica sincrona di piu’ neuroni che  scaricano contemporaneamente dando origine a una C.E.

La C.E. ha a che fare con l’elettricita’ , con potenziali in grado di generarsi nei neuroni . Tutte le cell producono pot. , anche quelle gliali , esiste anche una neuroelettrologia delle cell. gliali , pero’ i neuroni nel mondo classico sono le cell. capaci di produrre energia elettrica che si propaga attraverso i loro assoni , attraverso la sinapsi ad altri neuroni e via dicendo.Siccome si tratta di cause elettriche, prima di parlare della classificazione delle epilessie ecco 2 parole su come derivare queste alterazioni di potenziale : EEG. Ora e’ un esame quasi obsoleto , 50 aa. fa era importantissimo , la base della neurologia ; si piazzano sul capo del pzt. degli elettrodi collegati tra loro e a un sistema di registrazione e di derivazione , con delle opportune manopole faccio in modo che i collegamenti tra i vari elettrodi cambino , per cui dispongo (creo) di piani , oggi sono automatizzati , in modo che se io uso il piano A ho determinati collegamenti : il piano A controlla le regioni temporali e parietali , il piano B esplora le regioni frontali e occipitali  ,il piano C le regioni….

Percio’  scegliendo il piano A, B o C  seleziono i collegamenti in  modo che la penna scrivente , che rappresenta 2 elettrodi collegati , corrisponda ad un’area precisa del SNC , quindi se io ho un apparecchio di 15 penne che scrivono contemporaneamente io registro le differenze di pot. che ricavo da 15 aree diverse del SNC. Oggi praticamente l’EEG lo si usa per l’epilessia e per altre importanti condizioni patologiche , e’ stato sostituito da procedure diagnostiche piu’ sofisticate di queste.

Abbiamo 4 ritmi fondamentali : ritmo alfa  , ritmo beta  , ritmo teta  , ritmo delta.  Il ritmo alfa  e’ quello normale 9-12 cicli/sec…e’ il ritmo che si ha in  un soggetto tranquillo con gli occhi chiusi , disteso , immobile ,  non deve essere agitato , non si deve emozionare , in una condizione di quasi deafferentazione , se succede qualche cosa  ,  per esempio io batto le mani improvvisamente nei pressi del soggetto , questo ha una risposta e interrompe l’alfa : questa reazione si chiama reazione d’arresto.

La patologia comporta ritmi piu’ lenti : abbiamo il ritmo  delta e il ritmo teta   ; la derivazione di queste lettere …il ritmo delta deriva da “death” che vuol dire morte ed e’ un ritmo lento di 4-7 cicli/sec che e’ caratteristico di condizioni patologiche gravi del SNC ;  teta  deriva da  “tanatos” che vuol dire morte ed e’ piu’ lento ancora 3-4 cicli/sec.

Il ritmo piu’ frequente e’ il ritmo  beta , ma questa derivazione non la usiamo quasi mai  , e’ il ritmo caratteristico dei sogg in veglia in attivita’ , normalmente eccitato…non sono condizioni da studiare. Applicato all’epilessia l’ EEG ci svela curve caratteristiche e noi lo usiamo a scopo diagnostico , non dell’epilessia , ma del tipo di epilessia ; lo si usa anche in altre condizioni patologiche che oggi sono diventate abbastanza rare perche’ disponiamo di mezzi piu’ sofisticati

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