Esercizi da portare
all’esame
A)
Domande a scelta
multipla
1.
Quale delle seguenti
affermazioni non
risponde ai criteri
della buona ricerca
clinica?
·
Uno
studio metodologicamente
scorretto non è
accettabile sul piano
etico
·
Uno
studio metodologicamente
corretto non è
necessariamente
accettabile sul piano
etico
2. Gli
studi di fase 3…
·
sono
sempre sperimentali
·
non
prevedono
necessariamente un
gruppo di controllo
·
forniscono dati
preliminari di efficacia
del trattamento
·
richiedono generalmente
il coinvolgimento di
poche decine di soggetti
·
saggiano
sempre una domanda di
superiorità
·
Uno
studio metodologicamente
corretto non è
necessariamente
accettabile sul piano
etico
3.
Quale delle seguenti
affermazioni è falsa?
L’uso del
placebo nel gruppo di
controllo è giustificato
…
·
quando
non esistono alternative
terapeutiche
·
quando il
trattamento sperimentale
è studiato in aggiunta
al trattamento standard
·
quando si
vuole garantire la
comparabilità nella
valutazione di un
endpoint soggettivo
·
quando si
vuole valutare l’effetto
farmacologico proprio
del trattamento
sperimentale
·
quando
non è richiesto il
consenso dell’ammalato
4.
Gli studi sperimentali
differiscono dagli
osservazionali
principalmente per:
5.
L’obiettivo principale
della randomizzazione è
…
·
Evitare
che medico e paziente
sappiano a quale gruppo
è assegnato il paziente
·
Evitare
che il ricercatore possa
selezionare in modo
differenziale i soggetti
da inserire nei gruppi
da confrontare
·
Evitare
che i medici sappiano a
quale gruppo sono
assegnati i pazienti
·
Evitare
che siano inseriti nello
studio pazienti non
eleggibili
6.
Quale delle seguenti
affermazioni relative
alla randomizzazione è
falsa?
7.
Quale delle seguenti
affermazioni relative
agli studi cross-over è
vera?
8. Quale
delle seguenti
affermazioni relative ai
soggetti da inserire
nello studio è falsa?
·
permettere di
raggiungere la
numerosità campionaria
necessaria;
·
proteggere categorie di
pazienti deboli
·
definire
trattamenti diversi da
quelli studiati
·
aumentare
la rappresentatività del
campione
·
definire
meglio la patologia
oggetto di studio
10.
L’endpoint primario di
uno studio è quello …
·
più
rilevante per
l’obiettivo dello studio
·
che può
essere rilevato più
facilmente
·
che si
manifesta prima nel
decorso della malattia
·
che si
manifesta più
frequentemente
·
che
richiede la numerosità
minore
·
Ad un
effetto clinicamente
rilevante corrisponde
sempre un effetto sull’endpoint
surrogato
·
Ad un
effetto sull’endpoint
surrogato corrisponde
sempre una variazione
clinicamente rilevante
·
l’uso
dell’endpoint surrogato
aumenta l’efficienza
dello studio
·
l’endpoint
surrogato non deve
essere necessariamente
associato all’endpoint
clinico maggiore
·
l’endpoint
surrogato è quello più
rilevante per
l’obiettivo dello studio
·
è
statisticamente più
efficiente
·
combina
insieme endpoint
clinicamente omogenei
·
richiede
una numerosità minore
·
richiede
che l’efficacia sia
dimostrata per tutti i
suoi componenti
·
è
sostanzialmente
determinato dagli esiti
più frequenti
·
aumenta
l’entità dell’effetto da
riconoscere
·
aumenta
la precisione richiesta
dei risultati
·
a parità
di eventi, la durata
dello studio è minore
·
si fanno
più analisi intermedie
nel corso dello studio
·
i criteri
di in/esclusione sono
più generali
14.
(Individuare la risposta
errata) Per calcolare la
numerosità dello studio
è necessario definire:
·
l’effetto
accettabile del
trattamento
·
gli
endpoint secondari dello
studio
·
la
frequenza degli eventi
attesa nel gruppo di
controllo
·
la durata
ragionevole dello studio
·
il numero
dei malati eleggibili
per lo studio
15.
L’analisi ITT
·
include
tutti i malati
randomizzati in base al
trattamento assegnato
·
include
tutti i malati
randomizzati in base al
trattamento
effettivamente assunto
·
esclude i
malati che non hanno
seguito correttamente il
protocollo
·
include
tutti i malati
randomizzati in base al
trattamento assegnato
17.
(Individuare la risposta
sbagliata) In uno studio
clinico si è osservato
il 40% di progressioni
nel gruppo di controllo
e il 30% nel gruppo
sperimentale.
·
Il
rischio di andare
incontro a progressione
nei soggetti trattati è
ridotto del 25% rispetto
ai controlli
·
Nei
soggetti trattati l’odds
ratio di progressione
rispetto ai controlli è
uguale a 0,75
·
E’
necessario trattare 10
soggetti con il nuovo
farmaco, invece che con
il controllo, per
prevenire la
progressione in uno di
essi
·
La
riduzione assoluta del
rischio nei trattati
rispetto ai controlli è
pari al 10%
·
Il
trattamento aumenta del
17% circa la probabilità
di non andare incontro a
progressione
18.
Se il valore di ‘p’ è
uguale a 0,08:
1.
la
probabilità che i
trattamenti siano
diversi è uguale a 0,08
2.
la
probabilità che i
trattamenti siano
diversi è uguale a 0,92
3.
la
probabilità che
l’effetto osservato sia
sbagliato è uguale a
0,08
4.
la
probabilità che
l’effetto osservato sia
casuale se i trattamenti
hanno la stessa
efficacia è uguale a
0,08
5.
la
probabilità che
l’effetto osservato sia
casuale se i trattamenti
hanno diversa efficacia
è uguale a 0,08
19.
Se il test statistico
che utilizziamo per
valutare l’effetto
risulta ‘significativo’,
al livello del 5%,
allora:
·
i
trattamenti confrontati
sono certamente diversi
·
la
probabilità che i
trattamenti siano
diversi è bassa
·
l’effetto
osservato è poco
plausibile per caso
·
l’effetto
del trattamento è
clinicamente rilevante
·
i
trattamenti differiscono
più del 5%
20.
Se il test statistico
che utilizziamo per
valutare l’effetto
risulta ‘non
significativo’, al
livello del 5%, allora:
·
la
probabilità che i
trattamenti siano
diversi è alta (>0,05)
·
la
probabilità che i
trattamenti siano
diversi è bassa (<0,05)
·
lo studio
ci fornisce prove
sufficienti per
concludere che i
trattamenti confrontati
sono uguali
·
lo studio
non ci fornisce prove
sufficienti per
confutare l’ipotesi che
i trattamenti siano
simili
·
lo studio
non permette di trarre
alcuna conclusione
21.
L’intervallo di
confidenza al 99%
dell’effetto indica:
·
l’intervallo tra i
valori minimo e massimo
osservato nel gruppo dei
trattati
·
l’intervallo che
comprende il vero valore
dell’effetto con una
probabilità del 99%
·
l’intervallo che
comprende il 99% degli
effetti osservati
·
l’intervallo dei valori
accettabili al 99% per
definire il trattamento
sperimentale come
migliore in uno studio
di superiorità
·
l’intervallo dei valori
accettabili al 99% per
definire il trattamento
sperimentale come non
inferiore in uno studio
di non inferiorità
22.
Il trattamento
sperimentale riduce
l’incidenza assoluta di
complicanze del 2,2%
(I.C. 95% 0,8-3,6).
Questo significa che:
·
si devono
trattare 22 pazienti col
nuovo trattamento per
avere una complicanza in
meno
·
su 100
pazienti trattati con il
nuovo trattamento circa
2 vanno incontro a
complicanze
·
l’efficacia del
trattamento sperimentale
è con ogni probabilità
almeno uguale al 2,2%
·
l’effetto del
trattamento sperimentale
è statisticamente
significativo al livello
del 5%
·
l’effetto
del trattamento
sperimentale è
clinicamente irrilevante
23. Il trattamento
sperimentale riduce
l’incidenza assoluta di
complicanze del 2% (I.C.
95% 1-3). Questo
significa che:
·
se la
minima differenza
clinicamente rilevante (m.d.c.r.)
è uguale a 1%, allora
l’effetto osservato è
clinicamente rilevante
·
se la
m.d.c.r. è uguale a 1%,
allora l’effetto
osservato non è
clinicamente rilevante
·
se la
m.d.c.r. è uguale a 1%,
allora l’effetto
osservato è di dubbia
rilevanza clinica
·
se la
m.d.c.r. è uguale a 2%,
allora l’effetto
osservato è clinicamente
rilevante
·
se la
m.d.c.r. è uguale a 2%,
allora l’effetto
osservato non è
clinicamente rilevante
24. In uni studio di non
inferiorità il
trattamento sperimentale
aumenta
l’incidenza assoluta di
complicanze del 2% (I.C.
95% 1-3). Questo
significa che:
·
se la
massima differenza
clinicamente accettabile
(MDCA) è uguale a 1%,
allora è dimostrata
l’inferiorità del
trattamento sperimentale
rispetto al controllo
·
se la
MDCA è uguale a 1%,
allora è dimostrata la
non inferiorità del
trattamento sperimentale
·
se la
MDCA è uguale a 1%,
allora la non
inferiorità del
trattamento sperimentale
è dubbia
·
se la
MDCA è uguale a 2%,
allora è dimostrata
l’inferiorità del
trattamento sperimentale
·
se la
MDCA è uguale a 2%,
allora è dimostrata la
non inferiorità del
trattamento sperimentale
1. Nel 30% dei pazienti
con dolore addominale
che afferiscono ad un
centro di pronto
soccorso, viene
diagnosticata
un’appendicite acuta; il
70% di questi ultimi ha
una temperatura maggiore
di 37,5 °C che è
presente invece solo nel
40% dei pazienti senza
appendicite.
·
La
sensibilità della febbre
(>37,5 °C) come segno di
appendicite
è
21/49
V F
·
La
specificità della febbre
(>37,5 °C) come segno di
appendicite
è
42/70
V F
·
Il valore
predittivo della febbre
(>37,5 °C) come segno di
appendicite
è
21/30
V F
·
Il valore
predittivo della febbre
(>37,5 °C) come segno di
appendicite
può essere differente in
un’altra
popolazione
V F
·
La
specificità della febbre
(>37,5 °C) come segno di
appendicite
dipende dalla prevalenza
dell’appendicite nella
popolazione su cui
viene
valutata
V F
2. E’ stato identificato
un nuovo test di
laboratorio per la
diagnosi di cancro del
retto:
·
Una
sensibilità di 85%
implica che il 15% dei
pazienti con cancro
del retto sarà negativo
al
test
V F
·
Una
specificità di 95%
implica che il 5% dei
pazienti negativi al
test
ha in realtà il cancro
del
retto
V F
·
Un valore
predittivo positivo di
75% implica che il 25%
dei pazienti
con test positivo non ha
il cancro del
retto V F
·
La
sensibilità del test
dipende dalla prevalenza
del cancro del retto
nella popolazione su cui
il test è
applicato
V F
·
Il valore
predittivo del test
dipende dalla prevalenza
del cancro del
retto nella popolazione
in cui il test viene
utilizzato V F
3. Viene valutata
l’accuratezza di tre
test (A, B, C) per la
diagnosi di cancro della
mammella nelle donne in
premenopausa. Le
sensibilità dei tre test
sono rispettivamente
uguali a 90% (A), 85%
(B), 80% (C); le
specificità sono
rispettivamente uguali a
100% (A), 90% (B), 95%
(C). I tre test hanno lo
stesso costo e nessuno
ha effetti collaterali.
Quindi:
·
in queste
circostanze il test A è
sempre preferibile a
B V
F
·
in queste
circostanze il test B è
sempre preferibile a
C V F
·
il test B
riconosce una
proporzione di casi
maggiore di C
V F
·
non vi
sono falsi positivi con
il test
A
V F
·
il valore
predittivo di B dipende
dalla prevalenza del
cancro della
mammella nella
popolazione in cui viene
utilizzato
V F
5. In uno studio clinico
per valutare l’efficacia
della terapia con
6-mercaptopurina (6-MP)
nei bambini con leucemia
linfoblastica acuta, 42
malati vennero
randomizzati a ricevere
6-MP oppure placebo. Di
seguito vengono
riportati, in settimane,
i tempi intercorrenti
fra la randomizzazione e
la comparsa di recidiva
della malattia per i 42
soggetti, separatamente
per trattamento :
Placebo
(n = 21):
1, 1, 2,
2, 3, 4, 4, 5, 5, 8, 8,
8, 8, 11, 11, 12, 12,
15, 17, 22, 23
6-MP (n
= 21):
6, 6, 6,
6*, 7, 9*, 10, 10*, 11*,
13, 16, 17*, 19*, 20*,
22, 23, 25*, 32*, 32*,
34*, 35*
|