L'etimologia della parola chirurgia deriva dal
greco cheirurghia che significa "lavoro
manuale, lavoro delle mani", da CHEIR
(mano) ed ERGON (lavoro). Si parla dunque
di patologie d'interesse chirurgico riguardo a
tutte quelle patologie per la cui risoluzione è
necessario un intervento operatorio. Ogni
intervento di tipo chirurgico prevede una
preparazione all'intervento in cui si attuano
tutte quelle prassi rivolte a ridurre al minimo
possibile il rischio operatorio. Si distinguono
dunque in chirurgia nei riguardi della
preparazione all'intervento e dell'intervento
stesso tre tipologie di pazienti:
a) paziente
in ottime condizioni generali (malattia
localizzata)
b) paziente
con malattia grave e ripercussioni sistemiche o
malattia a carico di organi vitali
c) paziente
a rischio intermedio (paziente generalmente in
età avanzata).
Prima di
qualsiasi intervento chirurgico il medico per
legge deve sempre esporre al paziente la
patologia da cui egli affetto e il tipo di
intervento di cui necessita (consenso
informato). Sempre prima dell'intervento
chirurgico il paziente deve essere sottoposto ad
una serie di esami strumentali e di laboratorio
di base: esame radiografico del torace, esame
delle urine, ECG, esami del sangue (emocromo,
gruppo sanguigno, esame per valutare la
funzionalità epatica, azotemia, glicemia,
ionemia, proteinemia, prove della coagulazione).
La radiografia toracica è un esame strumentale
di diagnostica per immagini e seguito per
valutare la presenza o meno di elementi
patologici a carico di polmoni, cuore e parete
toracica in generale. Viene eseguito sfruttando
l'emissione di raggi X da parte di un tubo
radiogeno; i raggi X dopo aver attraversato il
paziente andranno ad impressionare una pellicola
fotografica riproducendo l'immagine toracica del
soggetto. La radiografia toracica viene
effettuata in almeno due proiezioni generalmente
una antero-posteriore (o postero-anteriore) e
una latero-laterale. L'esame delle urine è un
esame di laboratorio effettuato sulle urine del
paziente al fine di evidenziare le condizioni
funzionali del rene e l'attività metabolica
dell'intero organismo; la raccolta delle urine
viene effettuata al mattino in occasione della
prima minzione facendo attenzione a scartarne il
primo getto, o sulle urine raccolte per mezzo di
un catetere qualora il paziente fosse
cateterizzato. La raccolta delle urine viene
effettuata per mezzo di un recipiente sterile e
sarebbe buona norma prima di raccoglierle che il
paziente effettui una disinfezione del glande e
del meato (uomo) o una toiletta vulvare (donna)
e che il campione raccolto sia portato
prontamente al laboratorio di analisi. All'esame
delle urine si valutano il colore, il peso
specifico, il pH, si ricerca la presenza di
glucosio, proteine del sangue, urobilinogeno, e
ancora si procede ad un accurato esame del
sedimento urinario nel quale si possono trovare
emazie, leucociti e batteri. Per quanto riguarda
il colore, l'urina fisiologica ha un colorito
giallo-oro; si può presentare anche di colorito
rossastro in condizioni di ematuria dovuta
processi infiammatori degli ureteri, a cistiti
(infezione acuta della vescica) e a
glomerulonefriti renali; ancora si può
presentare di colorito giallo intenso nelle
alterazioni epatiche (si accompagna ittero);
infine può presentarsi di colorito scuro o
nerastro in condizioni di emoglobinuria dovuta
generalmente ad anemie emolitiche. Per quanto
riguarda il peso specifico il suo valore
fisiologico varia tra 1015 e 1025; valori
superiori possono essere determinati da
anemia,diabete,disidratazione,edemi;valori
inferiori al normale sono invece determinati
generalmente da insufficienza renale. Per quanto
concerne il pH il valore fisiologico varia tra 5
e 7;un pH maggiore di 7 può essere dovuto ad
alcalosi di tipo metabolico (nelle crisi di
vomito in cui si perdono molti acidi e
nell'insufficienza renale) o respiratorio
(eccessiva eliminazione di anidride carbonica e
quindi di acidi attraverso i polmoni); pH
inferiore a 6 è invece indice di acidosi
generalmente determinata da diabete mellito. Per
quanto riguarda il glucosio, questo
fisiologicamente non dovrebbe essere presente
nelle urine; qualora vi si riscontrasse in
quantità più o meno notevoli si dovrebbe
indagare circa una condizione diabetica o una
condizione patologica a carico dei tubuli
prossimali del nefrone laddove viene riassorbito
il glucosio. Per quanto riguarda le proteine
nelle urine, queste vi si trovano in quantità
fisiologiche di 100-120 mg/die. Condizioni di
proteinuria si instaurano generalmente nelle
lesioni glomerulari (glomerulonefriti) e nel
mieloma (proteinuria di Beance-Jones per
eliminazione dell'eccesso di catene leggere di
Ig). L'urobilinogeno è il prodotto di
trasformazione della bilirubina ad opera dei
batteri intestinali; solitamente nelle urine se
ne trovano solo tracce tranne che in caso di
cirrosi epatica e anemia emolitica.
Per quanto
riguarda l'esame del sedimento urinario va
ricercata generalmente la presenza di emazie,
leucociti e batteri.Le emazie sono
fisiologicamente assenti nel sedimento;dunque
una loro presenza è patognomonica di calcoli
renali, tubercolosi renali, tumori e
glomerulonefriti.I leucociti si trovano in
condizioni fisiologiche nell'urina in numero di
5-10/ml; un aumento dei globuli bianchi è
segnale di un'infezione o di una neoplasia.
L'ECG è un
esame strumentale che consente lo studio dei
fenomeni elettrici cardiaci al fine di
individuare anomalie
cardiache;L'elettrocardiogramma registra infatti
i potenziali d'azione delle fibrocellule
muscolari cardiache rappresentandoli
graficamente sotto forma di onde: un'onda P che
rappresenta la depolarizzazione atriale,un
complesso QRS che rappresenta la
depolarizzazione ventricolare e infine un tratto
ST e un'onda T che rappresenta la
ripolarizzazione delle fibre.
Ancora, un
altro esame di routine che va eseguito sul
paziente prima che questo sia sottoposto ad un
intervento chirurgico è l'analisi del sangue per
la valutazione dell'emocromo, del gruppo
sanguigno, della funzionalità epatica e di
alcuni importanti parametri quali l'azotemia, la
glicemia, la proteinemia e la capacità di
coaugulazione.
L'emocromo
serve a valutare la quantità delle cellule
presenti nel sangue (globuli bianchi:
3000-9000/mm3; globuli rossi:
4.000.000-5.000.000/mm3; piastrine:
150.000-400.000/mm3; emoglobina: 14-18g/100ml
nell'uomo e 12-16g/100ml nella donna;
ematocrito:38-49% nell'uomo e 36-46% nella
donna).
Per quanto
riguarda l'individuazione del gruppo sanguigno
questo viene sempre effettuato per mezzo di
un'analisi del sangue; esistono diversi tipi di
sistemi sanguigni ma i più diffusi sono il
sistema AB0 e il sistema Rh. Il sistema AB0
individua soggetti con antigene A e anticorpi
anti-B (gruppo sanguigno A), soggetti con
antigene B e anticorpi anti-A (gruppo sanguigno
B), soggetti con antigeni A e B e nessun
anticorpo anti-A e anti-B (gruppo sanguigno AB)
e infine soggetti senza antigeni A e B con
anticorpi anti-A e anti-B (gruppo sanguigno 0).
Il sistema Rh individua soggetti Rh+ ed Rh- a
seconda della presenza o meno sulla superficie
delle emazie dell'antigene D.
La
funzionalità epatica viene valutata attraverso
la ricerca della concentrazione delle
transaminasi nel sangue (ALT e AST); ALT e AST
sono due enzimi che si trovano principalmente
nelle cellule del fegato e in concentrazione
fisiologica di 10-45U/l (unità
internazionale/litro) nel sangue. Un aumento
delle transaminasi nel sangue è indice di una
ridotta funzionalità epatica. Altro parametro
importante che si ricava dall'esame del sangue è
l'azotemia cioè la presenza nel sangue di azoto
non proteico (che deriva cioè da aminoacidi,
urea, creatinina); indica con precisione la
funzionalità dei reni. Sono ritenuti valori
normali 10-50mg/100ml. Ancora un parametro
importante è la glicemia che indica la
concentrazione di glucosio nel sangue; valori
normali sono considerati 70-100mg/100ml.
Ancora un
altro parametro molto importante che si ricava
dall'analisi del sangue è il PT o tempo di
protrombina vale a dire il tempo di coagulazione
del plasma; valore normale che corrisponde ad
un'attività protrombinica del 100% è di
12-15sec. Questo parametro è di notevole
importanza prima di un intervento chirurgico.
Altro parametro che va valutato è la proteinemia
vale a dire la concentrazione di proteine nel
sangue; valori normali variano tra 6-8 g/100ml.
Le principali proteine del sangue sono le
albumine, le globuline, il fibrinogeno, ecc.
Altra condizione che va controllata e
opportunamente corretta qualora sia necessario,
prima dell'intervento chirurgico, è lo stato
nutrizionale del paziente; si procede dunque
alla rilevazione del peso del soggetto, dei
parametri antropometrici, bioumorali e
immunologici. Ancora si indaga riguardo a
eventuali patologie metaboliche del paziente
quale può essere il diabete, a condizioni di
insufficienza respiratoria (si richiederà
l'abolizione del fumo, si somministreranno
farmaci fluidificanti, si provvederà alla
mobilizzazione del paziente per evitare la
formazione di trombi), a condizioni di
insufficienza renale (si provvederà alla
correzione dell'equilibrio idrico-salino
mediante somministrazione di soluzioni) e a
condizioni di insufficienza cardiaca (si
provvederà a far compiere al paziente una
leggera attività fisica).
Prima di un
intervento chirurgico è buona norma sempre
preparare il paziente psicologicamente e
tranquillizzarono spiegandogli chiaramente e
semplicemente l'intervento che verrà compiuto.
La preparazione all'intervento prevede criteri
generali per tutte le chirurgie e criteri
selettivi per ogni singola chirurgia. I criteri
generali consistono nella dieta, nella
tricotomia (rasatura dei capelli o dei peli per
liberare il campo operatorio e assicurare
l'asepsi della parte del corpo da sottoporre
all'intervento), introduzione di sondini
naso-gastrici o rettali ( per alimentazione
artificiale, per broncoaspirazione, ecc.), nella
profilassi antibiotica, profilassi
tromboembotica (somministrazione di
fluidificanti).
Esistono
poi criteri selettivi per le diverse chirurgie.
Per quanto
riguarda la chirurgia della tiroide viene
bloccata la secrezione degli ormoni tiroidei e
vengono controllati gli effetti sulla SNC,
autonomo e sul metabolismo. Per quanto riguarda
la chirurgia toracica si procede a manovre di
fisiochinesiterapia (manovre che consentono di
far muovere i polmoni in maniera tale da
utilizzare tutta la capacità polmonare), a
manovre per il drenaggio posturale (si posiziona
il paziente in modo tale che quell'ascesso,
quell'edema, quel versamento venga drenato), a
manovre di broncoaspirazione (aspirazione delle
secrezione bronchiali), a igiene orale e nasale
per l'anestesia, a somministrazione di farmaci
broncodilatatori, balsamici ed espettoranti.
Per quanto
riguarda la chirurgia gastroenterica si procede
con criteri atti a prevenire eventuali shock, si
procede all'individuazione di lesioni
sanguinanti al fine di trattarle, si provvede a
controbilanciare la perdita di liquidi, si
provvede all'evacuazione e pulizia del tubo
intestinale per mezzo di clisteri,ecc. Per
quanto riguarda la chirurgia delle vie biliari e
del pancreas si procede alla somministrazione di
sedativi per il dolore in quanto patologie
riguardanti il pancreas sono accompagnate
generalmente da dolore acuto.
La
chirurgia può essere classificata in:
Chirurgia
elettiva: si parla di chirurgia elettiva quando
l'intervento non è urgente e può quindi essere
rimandato; un esempio di chirurgia elettiva è
per esempio un intervento per l'asportazione di
una cisti sebacea.
Chirurgia
essenziale: si parla di chirurgia essenziale
quando la terapia di una determinata patologia è
essenzialmente di tipo chirurgico;un esempio può
essere l'asportazione di un'appendicite.
Chirurgia
d'urgenza: si parla di chirurgia d'urgenza
quando l'intervento deve essere compiuto al più
presto possibile per salvare la vita del
paziente.