(Ringraziamo
Alessandro per aver condiviso con noi i
suoi appunti)
PATOLOGIA
DA RADIAZIONI
Le
radiazioni sono forme d’emissione e propagazione
d’energia. Se questo trasferimento avviene
sottoforma corpuscolata, si parla di radiazioni
corpuscolate (raggi a
e b);
se questa accade, invece, sottoforma di
oscillazioni elettromagnetiche, si parla di radiazioni elettromagnetiche (raggi X, raggi UV, luce visibile,
raggi infrarossi, onde radio, raggi g).
Queste interagiscono con la materia e possono
avere effetto ionizzante
(formazione di ioni, ottenuto con radiazioni
elettromagnetiche e corpuscolate) ed eccitanti
(induzione d’instabilità – non
ionizzanti, ottenuto con sole radiazioni
elettromagnetiche). Questi effetti, ovviamente,
sono legati alla capacità della materia di
assorbire le radiazioni, legata alla presenza di
atomi con un alto numero atomico, nell’uomo, ad
esempio, l’osso, ricco in Ca2+ e Fe2+,
oppure i tessuti contenenti molecole con doppi
legami e anelli aromatici (proteine, acidi
nucleici). Le cellule umane sono tanto più
sensibili quanto più sono indifferenziate; ciò
si spiega con l’alta capacità di proliferare;
ovviamente sono più sensibili se in fase S o M
del ciclo cellulare. I tessuti più sensibili sono
quindi, quelli costituiti da cellule labili, poi quelli costituiti da cellule stabili non proliferanti e poi quelli con cellule permanenti.
La sensibilità è maggiore nei bambini le cui
cellule sono tutte in proliferazione.
I
tessuti più a rischi sono quelli più prolifici:
§
Epidermide (strato basale);
§
Midollo osseo;
§
Tessuto linfatico;
§
Mucosa gastro-intestinale;
§
Tessuti germinali.
L’80%
delle radiazioni deriva da sorgenti naturali, come
i radioisotopi naturali o il gas radon. Il
restante 20% deriva da fonti artificiali, come i
macchinari radiogeni. Gli effetti delle radiazioni
possono essere a breve e a lungo termine e dipende
dal modo in cui esse sono assorbite, che è
diverso per le diverse radiazioni. Le radiazioni
sono radiazioni elettromagnetiche; l’energia
ceduta provoca sempre un effetto. Se i meccanismi
di protezione annullano l’effetto, questo sarà
detto effetto indifferente; viceversa, se i meccanismi di protezione non
lo compensano, può essere benefico
o malefico.
Se il danno è presente anche se eliminata la
sorgente di radiazione, sarà permanente.

Tutti i
tipi di radiazioni, quindi, possono determinare
danni importanti nella cellula che, se non
compensati, come ad esempio mutazioni del DNA,
possono essere trasmessi alle generazioni figlie.
Le radiazioni possono determinare eccitazione
delle basi pirimidiniche (timina o citosina) che, reagendo con l’acqua,
possono formare dimeri tipo citosina-citosina,
timina-timina, citosina-timina; La reazione può
avvenire anche con gli aminoacidi.
Con
dosi elevate di radiazioni, si possono trovare
aberrazioni cromosomiche, in genere rotture
seguite da riarrangiamenti. Possono, inoltre,
attivare molti virus leucemogeni.
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