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SunHope For Children VIII
16 Dicembre 2008
Eh si….poteva mai mancare il SHFC per il
Natale 2008? Sicuramente no!!! E così dopo
qualche settimana di preparativi, riunioni,
lunghi cammini per cercare il materiale
giusto, i regali, i piatti, bicchieri, il
cibo adatto ai più piccoli, compresi coloro
che non possono mangiare tutto e soprattutto
per cercare un vestito di babbo natale della
taglia di beavis, è finalmente giunto il 16
Dicembre.
Che dire ragazzi…l’organizzazione è stata
impeccabile (grazie sunny!!) e anche qualche
imprevisto è stato rapidamente spazzato via
grazie alla squadra di quest’anno: una
squadra composta sunhoppini di ogni anno,
con numerosa e sorprendente partecipazione
delle matricole, con chi aveva già
partecipato al shfc e chi invece poteva per
la prima volta provare questa emozione.
Giunto il momento ci siamo divisi in gruppi:
alcuni preparavano la stanza per
l’animazione, tra palloncini, musica adatta,
palco per il teatrino, giochi e materiale
per il presepe, altri pensavano al
“catering” con il solito carrellino da
riempire con i dolci e i rustici offerti dal
Bar Carbone e il cioccolato ed i
panettoncini offerti dal Bar Ivon oltre alla
crostata per diabetici(moooolto gradita) di
sunny , alla torta per celiaci (mamma quanto
era buonaaaaa Francè) di Templare, alla
torta dalle mille peripezie di Giuliano
(lunga storia!!! ) e ancora dolcini e
brioches di Gena and friends, bibite etc
etc. Altri erano addetti al reparto
foto/video e un altro cospicuo gruppo ha
cominciato a radunare i primi bambini per lo
spettacolo di magia del Mago Marc (davvero
bravo!!!!!). Pian piano i bambini, compresi
quelli più grandicelli, prendevano parte
alla festa, ai giochi, ai canti e agli
“allenamenti” sfrenati di Rita. Dopo per
rilassarsi si sono tutti seduti davanti al
teatrino divertendosi tra una gag e un
dolcino e poi ancora tutti a fare il presepe
che poi orgogliosamente è stato portato dai
bambini vicino all’albero di natale del
reparto.
Dopo qualche ora eravamo tutti
coinvolti…anche i genitori ed il personale
dei reparti, alcuni stanchi rallentavano il
passo, altri preferivano fare piccole pause
con la nutella (vero mrbadu???!!) altri non
erano mai sazi ed insistentemente chiedevano
di Babbo Natale che non si è fatto
attendere….
Tanti regali per tutti: bambole, camion dei
pompieri, macchinine, pupazzi e chi più ne
ha più ne metta; alcuni hanno sorriso, altri
hanno giocato con lui, alcuni più piccoli
hanno pianto per la gioia di vedere il loro
omone del natale e per ricevere da lui un
regalo(che teneriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii).
Alle 17 circa tutti a riposo, ripuliamo e
facciamo un po’ il resoconto della giornata.
Anche il viso degli organizzatori mostrava
un bel po’ di stanchezza…ma dietro c’era la
commozione e la soddisfazione per la
riuscita di quella splendida giornata.
I bimbi per fortuna non erano numerosi come
l’anno scorso e tra il reparto di pediatria
e quello di oncologia pediatrica abbiamo
cercato di portare qualche sorriso su quei
visini un po’ tristi e malinconici di chi
vorrebbe stare in strada a giocare con gli
amici e si ritrova invece per un motivo che
non riesce a capire, in una struttura
chiusa,tra fili,flebo, aghi, monitor e gente
in camice…quella gente in camice che
dovrebbe guarirli senza rendersi conto, come
ci ricorda anche il nostro Xam, che sono
proprio loro, i bambini, i medici del
reparto, capaci anche senza parlare di
insegnarci tanto. Non conta di cosa
soffri, non conta quanto sei alto, non conta
che sei così piccino, non conta che qualche
capello se ne è andato via, non conta
se……no…..non conta proprio niente…tutto si
perde davanti a quegli occhioni sbarrati per
una felicità che sembra la prima provata,
davanti anche ad un gesto che per tanti può
sembrare inutile e scontato…occhi che
raccontano più di 1000 libri. Così il
reparto, come di incanto, sembrava per loro
non più un luogo chiuso di cose già fatte,
di obblighi e di inspiegabili fredde pareti
e gesti, ma sembrava il loro luna park,
sembrava la loro piccola oasi, la loro
strada dove giocare guidati solo dalla loro
spensieratezza e gioia che l’età gli dona.
…..la stanchezza passa, le ore passano, ma
il ricordo dei visi felici di quei bambini
chi li rimuoverà dalla nostra memoria?Non
erano i piccoli pazienti dei reparti di
oncologia pediatrica e pediatria, erano
Miriam, Francesca, Rino e tutti gli
altri………..i nostri compagni di gioco…i
nostri piccoli amici…i nostri professori
della vita…….
Beavis
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