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Il
metabolismo, inteso come insieme di processi
atti a sostenere la vita di una cellula,
presenta due vie più o meno distinte. La
prima fase, degredativa, detta anche catabolismo,
tende a degradare
quelle molecole assunte tramite la dieta per
ottenere precursori biologici e energia
disponibile. La seconda fase, quella
di biosintesi, detta anche anabolismo,
prevede la costruzione di macromolecole di
importanza biologica a partire dai precursori
ottenuti dal precedente catabolismo,
sfruttando l’energia immagazzinata.
L’energia
immagazzinata è presente sotto forma di due
trasportatori importantissimi, quali l’ATP
e NADPH (che trasporta
energia libera sotto forma di elettroni
liberi). Da chiarire subito è il concetto
dell’immagazzinamento dell’energia. La
rottura dei legami dei Pi
dell’ATP o dei legami con gli H
dell’NADPH libera energia. Ciò non vuol
dire che l’energia è contenuta nel legame,
bensì, il passaggio da uno stato energetico
alto ad uno più basso, determina la
liberazione nel sistema di energia libera.
Nella
cellula le vie cataboliche e anaboliche tra un
dato precursore ed un prodotto non sono quasi
mai identiche. Esistono diversi motivi. Il
primo, più semplice, è che di solito le
reazioni cataboliche sono in
discesa, ovvero con la liberazione di
energia che può essere immagazzinata; al
contrario le reazioni anaboliche sono
spessissimo in
salita, ovvero hanno bisogno della
somministrazione di una aliquota di energia,
spesso indispensabile per andare avanti. In
secondo luogo, se le tappe fossero identiche,
il rallentamento di una via determinerebbe un
rallentamento dell’altra. Se esistono,
quindi, tappe in comune, esisteranno, per
forza, almeno due tappe diverse di competenza
di una e dell’altra via, in modo da poter
regolare le varie tappe indipendentemente.
Nella
cellula le reazioni che avvengono sono sempre
in relazione con le leggi della termodinamica.
Nella cellula il sistema
è rappresentato dai reagenti e prodotti,
mentre l’ambiente è rappresentato
dal citosol; l’universo è rappresentato da tutto ciò che circonda la cellula.
Prima
legge della termodinamica:
in un cambiamento fisico o
chimico qualsiasi, la quantità totale
dell’Universo rimane costante. Questa
legge dice che l’energia non si crea e non
si distrugge, bensì si modifica.
Seconda
legge della termodinamica:
tutti i cambi fisici o chimici
tendono a procedere in una direzione tale che
l’energia utilizzabile subisce una
degradazione in una forma casuale e
disordinata detta entropia.
Essi si fermeranno all’equilibrio, al quale
l’entropia formata è la massima nelle
possibili condizioni esistenti..
L’energia utilizzabile è di due tipi: termica, che può compiere
lavoro solo se c’è cambiamento di T o P; libera,
che può compiere lavoro in condizioni di T o
p costanti. Nella cellula l’energia
utilizzabile è solo libera,
perché la cellula rappresenta un ambiente
costante, ove T e p sono costanti.
Il
calcolo di ÐG può essere effettuato mediante
l’equazione ÐG= ÐH –ÐS.
DeltaH=
variazione di quantità di calore, contenuto
termico, calore rilasciato dai reagenti, entalpia.
DentaG=
variazione dell’energia libera del sistema,
differenza di contenuto energetico tra
reagenti e prodotti, energia utile a compiere
un lavoro.
DeltaS=
variazione del grado di disordine o casualità,
entropia.
L’energia
libera (ÐG) in una reazione, per la seconda
legge della termodinamica, è sempre negativa.
DeltaG ci permette di predire la
direzione della reazione, ma non la velocità.
DeltaG<0,
reazione spontantea, esoergonica;
deltaG>0, reazione non spontanea, endoergonica;
deltaG=0, reazione all’equilibrio.
Importante
è, però, sapere che una reazione, però, per
avvenire, deve procurare sempre un aumento di
deltaSuniverso. Tutto ciò è
indipendente da deltaH, che indica solo il
calore necessario.
DeltaH<0,
reazione che cede calore, esotermica;
deltaH>0, reazione che aquista calore, endotermica,
deltaH=0, nessuna variazione.
Per
1 reazione aA+bB=cC+dD, deltaG= deltaG0’ + RT
ln (([C]c[D]d)/[A]a[B]b)).
Solo
in condizioni TPS, ovvero con T=298K, p=1atm,
pH=7.0, [x]=1.0 M, Keq=1, ed
essendo ln1=0, deltaG=deltaG0’.
Ci sono differenze importanti tra deltaG e
deltaG0’ e non vanno confusi.
Delta G è un valore che varia in base alle
concentrazioni dei reagenti e dei prodotti,
indicando la variazione
di energia libera di una reazione in corso;
è sempre negativo.
DeltaG0’
è, invece, una costante per ogni reazione ,
nelle condizioni sopra elencate, alle
concentrazioni
1.0 M
, indica la variazione
di energia libera standard; è una
costante.
DeltaG0’
è una costante, per ogni data reazione
all’equilibrio. Infatti, all’equilibrio (([C]c[D]d)/[A]a[B]b))=Keq,
dunque deltaG0’= -2,303 RT log Keq.
·
Se
Keq>1, allora deltaG0’<0
reazione esoergonica, spontanea;
·
Se
Keq=0, allora deltaG0’=0,
reazione all’equilibrio;
·
Se
Keq<1, allora deltaG0’>0,
reazione endoergonica, non spontanea.
Passaggi
intermedi di reazioni complesse possono avere
deltaG0’ positivo e non essere
spontanee, ma se la somma totale di deltaG0’
dei vari passaggi risulta essere negativa,
questi tenderanno ad avvenire sempre.
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